Il telefonino cominciò a suonare intorno alle tre di notte.
Marco aprì gli occhi. La stanza da letto, all'interno della casa al mare di proprietà dei suoi genitori,rifletteva, per la pochezza degli arredi presenti,la luce bluastra dei Led che illuminavano la tastiera.
Accanto a Lui dormiva seminuda Giada,la sua fidanzata. Finalmente era riuscito dopo tanti tentativi a convincere i genitori a concedergli per il weekend, quella piccola casa isolata in riva al mare.
Le onde che placavano la loro forza sulla spiaggia di sabbia e sassi, rendevano il sottofondo perfetto ad una notte di maggio sognata a lungo da entrambi.
Intanto il telefonino di nuova generazione continuava a suonare.
Frastornato da Morfeo, Marco si sedette sul letto e prese il suo cellulare dal vecchio comodino.
Diede una rapida occhiata allo schermo prima di rispondere,cercando indizi sul chiamante.
Anonimo. Rispose timidamente.
-chi è?-
-sono le tre di notte e già dormi come un fesso?- rispose il chiamante,con una voce cupa ma rilassata.
-chi cazzo sei?- rispose il giovane.
-Giada è bellissima ed è una grandissima donna..che fai?,dormi invece di starle addosso come una ventosa. un occasione come questa poi,chissà quando capita...no?-
-ma chi cazzo sei?-Marco alzò il tono della voce. Giada sembrava non essere disturbata dalla conversazione, continuando a dormire indifferente.
-se è uno scherzo adesso hai esagerato,vaffanculo!-Chiuse la conversazione,con un gesto di stizza.
La stanza divenne buia nuovamente allo spegnersi dei Led.
Le onde aumentavano di intensità di pari passo con il vento,Marco chiuse gli occhi per poi aprirli nuovamente subito dopo.
Rifletté su chi potesse essere stato l'autore della telefonata. Sicuramente uno dei suoi amici in quanto sapeva il nome della sua ragazza. "probabilmente quel bastardo di Giacomo..avevo promesso di andare con Lui a vedere il Milan in trasferta,questa domenica.."
si alzò di scatto. prese il telefonino e si diresse in punta di piedi verso la cucina.
Accese la luce.
Il tavolo di plastica dove poche ore prima aveva cenato era ancora da sparecchiare.
Con Giada decisero di mettere in atto la loro passione appena finito di mangiare. Avrebbero pulito e lavato i piatti il giorno dopo.
Il vento era aumentato ancora, nel frattempo. Le onde adesso non erano più così piacevoli da ascoltare.
Compose il numero di Giacomo e attese una risposta. Irraggiungibile.
Sentì trasalire una strana forma di inquietudine. Controllò la chiusura della vecchia porta di legno.
La luce della cucina si abbassò improvvisamente d’intensità. Il cuore di Marco aumentò i battiti di colpo.
La spavalderia di un ventitreenne cadde sotto i colpi della paura,fino adesso solo immaginaria.
Il display del telefonino si illuminò nuovamente. La suoneria impostata cominciò a suonare.
Marco gettò lo sguardo sullo schermo: anonimo. Schiacciò il tasto verde e avvicinò l’apparecchio al suo orecchio destro
-Pronto?-
-Che fai in cucina? Lasci quel ben di Dio sul letto..- Il chiamante schernì Marco con un tono molto più rilassato e cupo di prima.
Il giovane uomo cadde nell’angoscia.
-Chi sei? Come sai che sono in questa stanza? Che vuoi da me?-
Le domande sembravano sassi lanciati in uno stagno senz’acqua.
-. Non va bene chiudere il telefono in faccia ad un amico, non credi?-
-Giacomo se sei tu , è uno scherzo che non mi piace per niente..- Balbettò nervosamente Marco
La luce della stanza si spense di colpo. Il telefono cadde perdendo la batteria. Si spense.
Marco sembrava immobilizzato. La paura gli aveva bloccato i muscoli come un crampo e annebbiato i sensi come un pasticca di ecstasi.
Le finestre agitate dal vento, davano scariche di adrenalina sul corpo in mutande del giovane.
Provò a muoversi verso una di esse. Buio.
Guardò per terra cercando il telefono. Lo trovò ,senza batteria.
Ricominciò a suonare. Anonimo. Senza batteria. Senza energia.
Marco schiacciò con forza il tasto verde,ma non disse niente.
-Penso proprio che dovrò accontentare io quella povera donna…sta già sognando il suo principe azzurro con la grossa spada…-
-Giada!-Giada!..- Gridò Marco,ma ormai nessun muscolo gli dava ascolto..
Girò la testa verso la vecchia porta di legno e vide un uomo nudo. Senza volto. Sentiva il cuore battere così forte ,quasi sembrasse volesse uscire dal petto.
L’uomo senza volto si avvicinava a piccoli passi.
Marco provò ad urlare di nuovo. Nulla uscì dalla sua bocca.
Oramai immaginava la sua morte,e cosa ancor più orrenda avrebbe visto la sua ragazza morire sotto i colpi inferti di quest’uomo.
Il cervello sembrava esplodere. Sentiva la bocca senza saliva. Arsa come un fiore nel deserto.
L’uomo senza volto allargò le braccia a meno di un metro dalla sua testa.
Nella mano destra un pugnale arrugginito.
Vide partire il colpo.
Gridò
Il Niente.
Apri gli occhi. Un grido partì dalla sua bocca ,naturale come istinto primitivo.
Vide Giada.
-Marco che c’è?- Chiese la bella ragazza accarezzando dolcemente il suo viso.
Marco si rese conto che era stato tutto un fottuto incubo.
Guardò Giada intensamente, si girò poi verso il comodino e vide il cellulare.
Mise la mano su un fianco di Giada , sfiorandole la pelle liscia e vellutata, come solo quella di una diciannovenne può esserlo in piena grazia.
-facciamo l’amore- disse Marco
-Marco , ma sono le tre e mezza di notte….ho sonno- rispose incuriosita Giada
- E’ meglio non sprecare questa notte dormendo…, amore mio..credimi-
Isicreative 2008
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Incubo di una giovane notte testo di Isicreative