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Il Risveglio del Vaso
In un tempo in cui l'anima era avvolta da un velo di oblio, un'anima inquieta vagava cercando un senso. Sentiva che il suo corpo non era altro che un vaso, un fragile contenitore vuoto, dimentico della sua vera funzione. In una sera di profonda quiete, non cercň piů una risposta, ma si abbandonň a ciň che era. Fu allora che sentě non solo l'energia dell'universo, ma il flusso ininterrotto che lo attraversava in una corrente continua.
La sua anima, che aveva sempre creduto un fragile riflesso di sé, si rivelň essere un filtro vivente. Cominciň a percepire le vibrazioni della materia, il mormorio della vita che animava ogni cosa. Comprese che il suo scopo non era trattenere questa luce, ma trasformarla. E in quel profondo stato di ricezione, intuě che la frequenza piů elevata, la forza primordiale che dava vita a ogni forma, era l'Amore.
L'Amore, intuě l'essere, non era un sentimento, ma l'essenza stessa della creazione. Era il filamento d'oro che connetteva ogni essere vivente. Quando l'energia universale lo attraversava e incontrava il suo filtro d'Amore, si manifestava in un modo unico e sublime. La gioia nel vedere un altro essere era l'Amore che tornava all'universo. La compassione che lo spingeva ad agire per il bene altrui era l'Amore che riequilibrava l'energia del dolore. Il rispetto per la Terra stessa era l'Amore che onorava la matrice che lo ospitava.
L'essere non si limitava piů a esistere. Iniziň a vivere in armonia con il flusso. Ogni suo passo era un gesto di gratitudine, ogni suo respiro un atto di restituzione. Quando incontrava un'altra anima, riconosceva in essa la stessa scintilla di vita. Non vedeva piů individui separati, ma correnti di luce che si univano e si scambiavano la loro essenza.
La sua presenza non aveva bisogno di parole. La luce che emetteva era un canto che toccava le corde piů profonde degli altri. E cosě, un'anima alla volta, il velo si dissolse. Gli esseri viventi iniziarono a sentire quel flusso, a percepire la danza, a riconoscere l'Amore come la loro vera natura. Il mondo non era piů un luogo di conflitto e separazione, ma un'unica, vastissima sinfonia di luce, dove ogni essere, con la sua melodia unica, contribuiva all'armonia del cosmo.
E il vaso vuoto dell'essere era finalmente colmo. Non di ciň che aveva ricevuto, ma di ciň che, nel dare, aveva scoperto di essere.