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TRA I MELETI
Passeggiare tra i meleti è sempre un’esperienza piacevole in ogni periodo dell’anno.
Ora che la stagione estiva s’appresta a volgere al termine, gli alberi sono carichi di frutti e la loro raccolta è già incominciata.
Si danno un gran daffare i raccoglitori tra i lunghi filari perfettamente allineati, dei quali, a volte, non si riesce neppure a vedere la fine.
Rammento che un tempo, quando ero bambina, i meli crescevano sparsi e liberi nei campi, adesso, invece, se ne stanno uno attaccato all’altro, aggrappati ai pali che li sostengono. Non è più naturale la loro crescita e nemmeno la loro forma e, a dire il vero, mi piacevano di più prima, ma si sa, i tempi cambiano e tutto muta in nome dell’efficienza e, in questo caso, anche della sicurezza.
Sono sparite, infatti, le vecchie scale a pioli di una volta, unico rischioso modo per raggiungere i rami più alti e comodi carrelli mobili, che si muovono agilmente tra i filari, hanno ridotto fatica e incidenti.
Tante sono le mele che in questo periodo non sono ancora pronte per essere raccolte e, tra il verde scuro delle foglie, spiccano con le loro sfumature dorate, rosse e rosate per la gioia di passeri, merli, tordi e altri uccelli che assiduamente frequentano i meleti.
Talvolta capita di veder saltellare qualche lepre tra l’erba che cresce sotto gli alberi e, se si ha fortuna, anche qualche capriolo che, sceso dai boschi, giunge nel fondovalle attirato dai prelibati frutti. Non sono presenze gradite agli agricoltori, ma per chi passeggia è sicuramente una bellissima sorpresa incontrare questi animali non lontano dalla città.
Anche se a qualcuno potrà sembrare banale, trovo sempre affascinante osservare la trasformazione dei meli nelle varie stagioni.
Mi piace scoprire il loro tenue verzicare dopo il lungo inverno e, quando i primi fiori bianchi e rosa fanno capolino sui rami, provo ogni volta la stessa emozione di sempre.
Ma se la fioritura è qualcosa di veramente speciale per gli occhi, le gelate notturne della primavera, anche se molto temute dai contadini, offrono uno spettacolo davvero unico.
Sembrerà strano, eppure per proteggere i delicati fiori dei meli, si ricorre proprio al ghiaccio.
L’ acqua dell’irrigazione a pioggia, azionata durante la notte, ricopre i rami di meravigliosi ghiaccioli che, come preziosi involucri di cristallo, custodiscono i fiori al loro interno, proteggendoli dal gelo.
Al sorgere del sole, i meleti, ancora coperti di ghiaccio, appaiono come un mondo magico, il cui fascino è davvero difficile da descrivere a parole.
Nel corso della mattinata, poi, quel ghiaccio si scioglie al tepore dei caldi raggi, tutto ritorna come prima e la salvezza delle future mele è assicurata.
Quando la bella stagione avanza, lentamente i petali si staccano, l'ovario di ogni fiore, fecondato dagli insetti, si ingrossa e si formano minuscoli frutti verdi appesi ai rami ormai pieni di foglie.
È interessante osservare il loro sviluppo durante l'estate, veder mutare dimensioni e colori finché le mele non saranno pronte per la raccolta.
Ad autunno inoltrato essa si conclude, le foglie ingialliscono e cadono, ma sugli alberi resta sempre qualche frutto dimenticato, che continua ad offrire nutrimento agli uccelli affamati.
Arriva infine l’inverno con il suo grigiore e i meli protendono verso il cielo i loro rami spogli, in attesa che il ciclo si ripeta e che giunga una nuova primavera.
L’altro giorno, mentre camminavamo tra questi alberi carichi di frutti colorati, ci è capitato di parlare dei miti e delle storie in cui essi sono presenti e in cui, spesso, hanno un significato simbolico. Il nostro pensiero è andato alla mela che Adamo ed Eva mangiarono nel giardino dell’Eden, al pomo della discordia che scatenò la guerra di Troia e a quello che Guglielmo Tell, con grande coraggio, colpì con una freccia sulla testa del figlioletto.
Abbiamo ricordato anche l’aneddoto che ha per protagonista il celebre scienziato Isaac Newton, il quale, dopo essere stato colpito da una mela caduta da un albero, formulò la teoria della gravitazione universale.
Ma questi frutti non mancano neppure nelle fiabe e nelle leggende. È stato spontaneo pensare alla mela di Biancaneve e alle mele dell’isola di Avalon, dove re Artù guarì magicamente dalle sue ferite!
A me è tornato in mente anche un vecchio proverbio: “Una mela al giorno leva il medico di torno”, il quale sottolinea che questo frutto non è solo gustoso, ma anche molto salutare.