quale pascolo amaro ad un gregge,
fosti negletta politica al tuo popolo,
all'orizzonte chiudesti speranza,
che'l cielo terso d'ebano divenne.
magre le vacche lavorando stanno,
a mezza paga per un giorno intero,
a mezza paga senza più tutele,
dall’anno tristo duemiladue.
promesse elettorali in tonde vele,
si dileguavano qual nebbie al vento,
grasse le messi de’ suffragio nostre,
più non cogliete sane ne’ forzieri.
delle ricolme piane verdeggianti,
di prestigiosi marchi nulla resta,
nelle capaci mani d'opra nostra,
alla straniera bocca date in pasto.
dal patimento acre de' nostri padri,
tosto sottraste pur Banca d'Italia,
che le mobili sabbie de’ finanza,
putrida stige, ratta inghiottiva.
il biancheggiante manto più non brilla,
al vostro gregge d'irto vello opaco,
stanco riluce privo di chiarore,
picciolo il suo numero nell’ovile.
netto la lama del vomero tronca,
di patria cara le forti radici,
rotolacampi siamo alla procella,
che'l benessere del sessanta piega.
mostrate al mondo una vermiglia veste,
ma è nera trama che di sangue gronda;
lanzichenecchi al soldo forestiero,
avete reso l'Italia in catene.
negletta politica testo di Oldman61