Contenuti per adulti
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Scarichi, sfrattati, assetati
Questi alberghi mai scalati.
Demineralizzati,
Di pietre miliari.
Immobiliari,
Si illudono arredando
Il vuoto di mobili.
Mobili?
Da quand'è che si muovono?
Al massimo gli sposti tu:
Ordinatore d'inchiostro
Imbianchino del foglio
Che limiti per spaziare
Trovando in ogni piccolo angolo
Un pezzo del tuo mondo.
Ma cosa cerchi tu:
Uno spazio, un ritrovo, un rifugio?
Come ridisegni
Lo stesso scarabocchio
Piccolo architetto
Pensiero volumetrico dell'occhio?
Quei mobili su cui sbatti
A destra, a sinistra...
Non importa.
Inutilmente resiliendo
In un anima
Che la la coscienza sporca.
Perpetuo perché
Dalle ventole sul soffitto
Che baciano il pavimento
In un alveare d'aria:
Postino d'amore,
Ape innamorata.
L'armonia razionale
L'ordinario obbligo
Rendono, un piccolo corpo,
Pane per un dio
Tra denti di vette e fulmini.
Il paradosso?
Quel cristo in terra
Non prova rimpianto, rimorso o vendetta...
Ma da iniziale orgoglio
Passa a onnipotenza.
Prevedere, è l'unico istinto rimasto
In una pioggia di eventi, impegno,
Disastro.
Non siamo difronte a un' inutile nichilismo
A domande retoriche
O un calcolo irrisorio
In un problema di grandezze astronomiche.
Ci siamo chiusi in noi,
Dallo scoprire noi stessi
All' ambizione di fare più che puoi.
Così tanto racchiusi
Che arrivati alla massima vetta
Pensiamo non ci sia successo,
O altro dio, al di fuori di noi.
Tanto che l'umiltà stessa
Piange in noi
Col desiderio
Di ripiantarsi in terra
Sotto forma di umidità.
Da dove nasce tutto questo?
Solitudine, appiattita a isolamento.