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Sguardo perso e tra le orecchie
ancora
Chi mi racconta d’aver passato
un periodo felicissimo
e durissimo al contempo
Mentre penso : “Che fortuna!”
Vorrei essere anch’io nei guai
per quel motivo stesso.
Invece tutto resta fermo
Immobile, immutato
Come “sugli alberi le foglie”
Nell’eterno percepire
Che qualcosa stia per avvenire
Come nell’occhio del ciclone
O Seduta su un burrone
Ma è rinascere o morire?
Subito prima di poterlo
Capire.
Aspettarsi senza aspettare
Che il diavolo mi porti
Se ancora dovrò sentire
Il tempo distorcere
Le mie giunture
E dislocare vertebre
In strano involucro
Diversa di natura
Fatta d’altra pasta e
Non come natura feroce
Comanda.
Io sono la terra e tu il sole
Giro in continuazione
Il tuo blocco rompe
Il moto di rivoluzione
Ma lui non sa cosa si perde
E non sa in quale posizione
Enfatizzata dalla Luna
Resto ferma nella zona d’ombra
Oscura nella penombra
Di buio adorna