Sotto i regimi dittatoriali il linguaggio era castrato. Prima ancora, e durante, anche dalla c.d. “morale”.
Abbiamo lottato per essere liberi, nei decenni scorsi, di dire fare provare, di parlare, criticare, prendere in giro….e ci hanno fatti ricadere nelle stesse trappole con nuove scuse.
Non si può più cantare “Malafemmina”; né dire “voi donne siete così cosà…”, né evidenziare un tratto peculiare di una categoria, sesso, etnia, “scelta” sessuale. Né fare battute, né prestare attenzione alle caratteristiche più salienti. L’indifferenza assoluta: e di cosa si parla, scherza, come si e di che si conversa, come ci si rivolge ad automi che non hanno più razza, sesso, caratteristiche particolari?
I films recenti infatti non sanno di nulla. Recitazione artefatta, situazioni surreali: il peso della censura si sente, è opprimente. Non credo cambierò TV, né comprerò un decoder. Soldi gettati.
Eppure, come “avatar” di Edo, il personaggio dei miei pessimi racconti, posso dire che in questo regime asfissiante trovo finalmente la mia libertà: mi si dirà, “forse è anche l’età che ti inibisce certi atteggiamenti”, ma lo contesto: non ho 95 anni!... Avessi 15 anni sarebbe quindi lo stesso: anzi, fosse stato così già allora, certe vicende, non del tutto romanzate, forse appena adattate alle esigenze narrative, che mi ispirarono il personggio di Edo, e vissi di persona, mi sarebbero state risparmiate!
Da cosa sono libero?...ma dal socializzare, perdiana!...posso finalmente lasciar emergere la mia misantropia e la mia misoginia al cento x cento, sicuro che adesso non saranno, né permetterò, lo impone la legge, essere considerate caratteristiche negative. Una fredda formalità, la mia vera natura – Edo sarebbe divenuto così, non fosse morto nella finzione della narrativa…e chissà che per riposti motivi io non prenda spunto dal mio personaggio…. – potrà emergere e finalmente, Edo ne sarebbe felice, verrà considerata socialmente un’ottima caratteristica, perché è a questo che verremo indotti. A meno che non finiscano le contraddizioni che stigmatizzerò più avanti.
Finalmente sono libero di non “dover” – quei doveri non scritti, più costrittivi di un Testo Unico! – essere cavaliere con le ex donne, ora per me e per le nuove regole, “Cittadini” come chiunque, asessuate, senza alcuna caratteristica che le contraddistingua ai sensi del “politicamente corretto”. Niente più frasi galanti, niente più portiere aperte, niente più “gentile signora”, niente più un aiuto sulle scale della metro quando il cittadino ex donna è oberato dal peso di un enorme trolley….. Non ci sono più tenuto, è “sessista”, mostra come debole la ex donna. Quindi sudi le sue sette camicie e si trascini cento chili di bagaglio.
Finalmente morto il “dovere” del defunto “mascalzone latino” di corteggiare ogni “donna” che conosce: né accetterò gli inviti degli amici a “trovarmi una donna”…perché mio malgrado qualcuno dice, violando la correttezza politica, che sono “ancora piacente” (?)…. Questo dovere, come per il povero Edo/me stesso, ha pesato su di me per decenni. Prima di questa dittatura, era “d’obbligo” il famoso “cuccare”. Erano d’obbligo gentilezze e cautele estranee alla mia misantropia/misoginia, alla mia indifferenza per la specie umana. Mi sbattevo di malavoglia a registrare cassette e CD per l’auto con le musiche romantiche che nel vecchio regime si presupponeva piacessero alle oggi ex donne: penso che per coerenza non le considerino più così belle.
Ho sperimentato con gioia il gusto di lasciare chiudere sul naso ad un cittadino dotato di un certo aspetto una porta a vetri dotata di molla: prima, scioccamente, ma era un “dovere” del “vero uomo”, l’avrei tenuta aperta. Oggi quel cittadino, come faccio io, se la può aprire da sé, e tendere le mani per impedire che gli – GLI, non LE – sbatta sul naso. Così come sgomito, ormai senza far distinzione, sulle scale mobili, né cedo più il posto; e suono, facendo gesti volgari, a tutti i cittadini asessuati che fanno una manovra inconsulta.
Oh, sì…finalmente libero!...Di prendere a male parole le rompiscatole che turbano i diurni sonni malsani dopo i turni di notte: e chi mi dirà “ma prendi a male parole una povera ragazza?” risponderò “sono cazzi miei e suoi, cittadino”.
Ci sono ma e però. Perché la pubblicità di “Primadonna” (nome sessista) mette sui cartelloni un cittadino con un paio di stivali, privo dei giusti peli sulle gambe, con le cosce messe in varie posizioni e sempre in estrema vista, anche troppo, da uno striminzito straccetto, quando la pubblicità deve vendere, credo, quelle calzature, non degli arti umani?...e perché sono ancora dotate di tacchi e punta aguzza?....perchè “certi” cittadini persistono nel farsi la pedicure, asportando – non ho mai capito il perché, peraltro – il callo giallastro o marrone che protegge alcune parti del piede, e ne tingono le unghie, indossando sandali poco pratici?...perchè asportano i peli dalle gambe, a che scopo?...e ciò riguarda poco pratiche acconciature, come i capelli lunghi, che si sporcano molto, le frange, che vanno negli occhi, indumenti che mostrano parti del corpo cui non è “politicamente corretto” prestare attenzione.
Lo scopo voleva e doveva essere, nel Vecchio Sistema, quello di piacersi e piacere. Ora, piacersi è edonismo: brutto difetto… Piacere, è divenuto superfluo, anzi, discriminatorio verso se stessi, perché qualifica l’appartenenza agli scomparsi “sessi” e presuppone desideri illeciti o comunque condannabili.
Ed i film sentimentali? A parte la ridicolaggine nel voler adattare queste superate vicende al nuovo corso, rendendo surreali dialoghi e situazioni, attengono ad un modo sessista di relazionarsi, un modo che presuppone intenzioni irrispettose, sottintendenti un uso degradante del proprio ed altrui corpo.
Passo poi a programmi TV dove il sessismo impera ancora: la Berlinguer non fa che mostrare le gambe e le estremità, ci sono spettacoli dove i cittadini ex donne mostrano di tutto e di più. Perché addirittura esistono siti che esibiscono sportivi di ex “sesso femminile” quali obsoleti sex symbol?....mi sovviene che questo è un politicamente corretto violato da troppa gente, ed a piacimento e profitto di se stessi, per attirare vecchie e perverse attenzioni e lucrarci sopra.
Colgo quindi l’occasione per condannare i continui inviti di certi “partiti” a riaprire le vergognose Case Chiuse, lì dove per correttezza politica sono state chiuse le vetrine che resero famose certe città del discinto Nord Europa.
Da parte mia, mi sento libero. Urto senza misericordia le borse, spintono ex maschi ed ex donne allo stesso modo, non cedo il passo né finalmente sono tenuto ad essere cortese con chicchessia, ma freddo deciso e formale, anche dinanzi ad un impiegato ex donna. “Senta, mi occorre questo e quello”, come ho sempre fatti con gli scomparsi “uomini”. E non ringrazio, il servizio mi è dovuto, io pago.
Invoco qui “leggi suntuarie”, che così come viene imposto il politicamente corretto nel parlare e comportarsi impongano la cancellazione delle umilianti caratteristiche di…”sesso..”genere”..non so come si dice ora. Quindi al bando certe gonnelline, i sandali ridotti ad una sottile suola e pochi laccetti invisibili, le scarpe col tacco, i collant, le abominevoli calze autoreggenti, perfino le gonne, anche se “caste”…E con esse, il capello lungo, tinto, phonato e sottoposto a permanenti o trattamenti vari. Una bella sforbiciata, anzi una bella passata di macchinetta: pratico, igienico e soprattutto non discriminante. Si chiudano i centri estetici, e non si vendano più sessisti smalti per unghie: un Cittadino deve essere inattaccabile dalle attenzioni dei maniaci, di quelli che ancora vorrebbero “corteggiare” altri Cittadini..che follia, illecita peraltro.
E si ponga mano ad Internet: via certi vergognosi siti, sessisti a dir poco, via quelli che celebrano le “innocenti” bellezze di giornaliste o donne della TV mostrando foto sessiste. Anche le immagini di depilati marcantoni, un tempo simboli della cessata “bellezza maschile”: è sessismo.
Occorrerebbe assumere consulenti Talebani, loro sanno quali negozi chiudere e quali immagini vietare: tutto sommato, sono loro i più politicamente corretti, sotto certi punti di vista.
Spero quindi, anche se non posso più permettermelo, di non vedere al ristorante le ex donne servite per prime, o l’assurda sessista galanteria, o smanceria diciamo pure, di accomodare loro la sedia. A tutti o a nessuno. E non si senta più dire “fra le vittime anche donne e bambini”: è discriminatorio verso i maschi adulti forti e robusti….come il dire “ma lei ha maltrattato una signora”, come m’è stato detto…vi risparmio la sprezzante e volgare risposta, l’unica possibile.
Libero, e liberi tutti. Se vedo qualcuno aiutare altri – inevitabilmente, di ex sesso femminile – a fare rifornimento al distributore, lo accuserò di comportamenti discriminatori. Mi direte: “è un gesto cortese, verso una persona in difficoltà”. No, perché non l’ho mai visto fare con un atletico marcantonio. Quindi è un illecito atto discriminatorio: il Cittadino in difficoltà vada a casa a piedi, senza tacchi possibilmente. Non sarò certo io a dargli un passaggio…moda che spero sia scomparsa!
Sapete che vi dico?....finalmente!....ora tocca ai parcheggi “rosa” sparire , altra forma di sessismo, e cessati programmi come Veline, coperte le cosce delle giornaliste – che fanno più ostensione di sé che informazione – censurati articoli come “Tizia Caia al mare più sexy che mai” (da galera!), finalmente saremo liberi da un impiccio che, in una società (art.1 Cost.) “basata sul lavoro”, non si può tollerare: perdita di tempo, ed il tempo è da dedicare al lavoro, è danaro.
Aspetto solo che dai palinsesti vengano censurati orrori come i film commedia anni 70 ed 80, i vari cinepanettoni ultrasessisti, e veri residuati bellici come “Il tempo delle mele” e simili.
Attenzione quindi a non incontrarmi la notte quando torno dal lavoro, e si ha una gomma a terra o l’auto in panne: già mi vanto di non aver mai fatto cortesie ad alcuno, adesso a maggior ragione, sorretto dalla legge, ignorerò ogni cenno richiedente soccorso.
A meno che non mi si sventolino duecento euro quale richiamo…
Essi sono l’unica cosa cui tengo. Non hanno sesso o genere, razza o colore, inclinazione sessuale; non chiedono un dialogo, né attenzioni od opinioni: basta custodirli gelosamente, ti daranno sempre tutto di sé.
Politically correct, una nuova libertà regalataci testo di Leo1962