Pensieri che giungono negli spazi di una sera mentre dopo aver sfilato le calze ritorni ad esserci
- Nota dell'autore Lealmentegiulia
Testo: Calze di Lealmentegiulia
Piccole calze nere poggiate sul tavolo chiudono il tramonto nei riflessi degli scudi bucati. Nei momenti di freddo si fa un tentativo e nei piedi si spingono calze. Preferisco gli stivali alle scarpe. Preferisco quelle lunghe che ti avvolgono fino al ginocchio. Le calze corte fanno fagotto, disobbediscono e producono il panico. Nelle stanze definite dal tempo fuggono di nascosto fra i cassetti allineati e qualcuna semplicemente sparisce per non tornare più. Per distrazione ne raccolgo una dal pavimento, per non lasciarla andare la infilo nel piede. Uno, due, tre e via fino al tallone che resta per ultimo e chiude la fila. Un piede alla volta, senza fretta e con improvvisa certezza allaccio pure i sandali. È solo un’avventura, è solo un tocco di colore, è solo un fiume senza sponde. È solo nostro è solo mio, non suo! È possibile che la calza sinistra finirà per smagliarsi, per bucarsi, o forse resterà in fondo al tallone, In fondo è davvero perverso, ma possibile. Fluttuazioni incessanti sembrano sfidarsi nel freddo e creare fenomeni di caldo respiro, di evidente piacere. Contro ogni aspettativa i fili si ammagliano e le bocche scoprono la somma in palio. Ogni volontà di ritirarsi è nulla, altruismo reciproco prende il sopravvento e le dita punto supremo di interesse labiale. Preferisco conquistare con i capelli spettinati e preferisco non guardare le lancette. Un giorno mi potrà servire, un giorno, non un sogno a lieto fine.
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