Seduta al pianoforte con il mio vestito nero,
Intono il primo accordo e poi il secondo,
La melodia nasce e cresce fuori e dentro me
E tutto intorno è ormai sparito, perso per un momento.
Sulla parete accanto a me compare un enorme orologio
Con lancette impazzite che girano inquiete
Per poi fermarsi sempre sulla stessa ora.
Davanti vedo snodarsi una scala in pietra ripida e faticosa,
Alla cui fine vi è una luce accecante, quasi penetrante.
Alla mia sinistra una sfera armillare appesa a una catena
Gira vorticosamente senza mai più fermarsi.
Poi dalla coda del pianoforte si eleva uno strano fumo,
Denso e informe, çhe si allunga verso di me,
Avvolgendomi e rendendo oscuro tutto intorno.
Annaspo e mi agito, cerco di scappare, ma le gambe non si muovono,
Il respiro manca e mille stelle inondano la testa.
Apro gli occhi e una sensazione familiare mi avvolge,
Sono seduta al pianoforte con il mio vestito nero
E le mie mani intonano il primo accordo e poi il secondo.