Sotto il rifugio

scritto da Vecellio
Scritto 17 anni fa • Pubblicato 17 anni fa • Revisionato 17 anni fa
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A tutte le amiche sincere. In particolare, a Elisa Agnoli. (Riccardo Vecellio Segate, estate 2008)
- Nota dell'autore Vecellio

Testo: Sotto il rifugio
di Vecellio

Dove sei, Stellina?
Quante stelle dovrò ancora contare
in questo cielo
prima di trovare te?
La notte.
Quanti misteri!
Trascinare stanchi e sfiduciati il proprio corpo
nell’oscurità, con la paura
di non fare più parte di nessun mondo.
Ero solo, con i miei segreti.
Solo, con i miei sogni e le mie speranze.
Solo, con i miei ricordi,
ultime gocce di vita
non ancora evaporate.
Quanto siamo anonimi!
Nessuno ricorda più
che da questo mondo sei scomparsa,
e che ti possono cercare
alzando gli occhi
in una notte senza nuvole.
Tante mani cercano di raggiungere quel cielo sconfinato
senza capire che c’è anche in ogni cuore,
indurito da un disprezzo per la vita
che sempre nasconde un inquietante e doloroso perchè.
Da quanto tempo sto camminando nella notte?
Ormai sono giorni
che intorno a me tutto è indefinito.
Forse, dopo questa notte,
per me non ci sarà più un’altra alba!
Ma almeno tornerò dove tutto è iniziato,
dove è giusto che io sia.
Stellina, tu sei lì, in alto. E aspetti.
Io sono ancora qui. In questo mondo inutile quasi non respiro.
Questa notte
è il trionfo dell’amore, di quel “noi”
che conquisterà l’immenso.
Sono seduto sotto il nostro rifugio, ricordi?
Chiudiamo gli occhi insieme,
sognando lo stesso sogno.
Sotto il rifugio testo di Vecellio
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