A tutte le amiche sincere. In particolare, a Elisa Agnoli. (Riccardo Vecellio Segate, estate 2008)
- Nota dell'autore Vecellio
Testo: Sotto il rifugio di Vecellio
Dove sei, Stellina? Quante stelle dovrò ancora contare in questo cielo prima di trovare te? La notte. Quanti misteri! Trascinare stanchi e sfiduciati il proprio corpo nell’oscurità, con la paura di non fare più parte di nessun mondo. Ero solo, con i miei segreti. Solo, con i miei sogni e le mie speranze. Solo, con i miei ricordi, ultime gocce di vita non ancora evaporate. Quanto siamo anonimi! Nessuno ricorda più che da questo mondo sei scomparsa, e che ti possono cercare alzando gli occhi in una notte senza nuvole. Tante mani cercano di raggiungere quel cielo sconfinato senza capire che c’è anche in ogni cuore, indurito da un disprezzo per la vita che sempre nasconde un inquietante e doloroso perchè. Da quanto tempo sto camminando nella notte? Ormai sono giorni che intorno a me tutto è indefinito. Forse, dopo questa notte, per me non ci sarà più un’altra alba! Ma almeno tornerò dove tutto è iniziato, dove è giusto che io sia. Stellina, tu sei lì, in alto. E aspetti. Io sono ancora qui. In questo mondo inutile quasi non respiro. Questa notte è il trionfo dell’amore, di quel “noi” che conquisterà l’immenso. Sono seduto sotto il nostro rifugio, ricordi? Chiudiamo gli occhi insieme, sognando lo stesso sogno.
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