pensiero 1

scritto da lunatica5
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo lunatica5

Testo: pensiero 1
di lunatica5

sono una giovane ragazza di 19 anni che sta affrontando un periodo complicato dell'adolescenza, ovvero la fase in cui si esce dal mondo dei ragazzi e si entra in quello degli adulti; un periodo pieno di decisioni da prendere, importanti traguardi da raggiungere, gioie e dolori da vivere. Oggi mi sento veramente stanca, sconfitta; in questi giorni la storia di Giulia condizionava il mio umore e le mie giornate, e per quanto in cuor mio avevo paura del finale, un briciolo di speranza continuava a scorrermi tra le vene. La notizia mi è arrivata come un pugno allo stomaco, un mix tra nausea, rabbia, disperazione e angoscia. Giulia potevo essere io, Giulia poteva essere mia mamma, la mia migliore amica, la mia cuginetta. Ogni volta che viene uccisa una donna, muore un pezzo di ognuna di noi. Non so cosa abbia scatenato in me questa vicenda di così diverso dalle altre, forse è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, o forse non lo so; mi fa schifo e paura l'idea di pensare che quando saluto mamma prima di uscire a fare serata in centro, potrebbe essere l'ultima volta che la vedo, che sento il suo profumo, la sua voce calda; mi fa paura pensare che quel ti voglio bene detto a papà dopo avermi accompagnata sia il nostro addio per sempre; mi fa paura vivere con il costante terrore che non posso mai sentirmi al sicuro in nessun momento. Ormai bisogna convivere con questo terrore. La cosa che però più mi fa schifo è la sempre più diffusa ignoranza di quelle persone che sentono la necessita di trovare una giustificazione a qualsiasi tipo di comportamento o atteggiamento. Se decido di andare a fare un giro la sera in centro con la mia migliore amica devo stare attenta a non bere troppo, perché poi è ovvio che qualcuno possa approfittarsi di me, devo stare attenta a non avere un vestito troppo corto o troppo scollato, perché senno sto istigando il genere maschile, non devo "provarci" con qualcuno ridendo e scherzando perché sto dando false speranze, ma non devo rifiutare qualcuno malamente perché sennò sono una stronza; a dirla tutta non dovrei uscire in centro da sola con una mia amica, non è sicuro, siamo due ragazze, non siamo state attente, è ovvio che ci possa succedere qualcosa. Mi sento chiusa in gabbia, con la paura di prendere qualsiasi decisione perché potrebbe essere l'ultima. L'anno prossimo andrò all'università e sono consapevole che al mondo d'oggi ogni giorno andrò in contro a un pericolo diverso; tutto questo non può impedirmi di vivere, di studiare, di uscire e di divertirmi. Ho il diritto di farlo. Vorrei svegliarmi domattina e poter prendere da sola il treno a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza dover stare in chiamata con qualcuno perché "non si sa mai, al massimo se mi succede qualcosa ci sei tu con me"; vorrei fare nottata in giro con la mia migliore amica vestite come ci pare, e non camminare vicino, veloci e a braccetto, per rischiare il meno possibile; vorrei andare a ballare e a bermi quel drink tranquilla, senza avere la paura che qualcuno possa drogarmi e fare di me quello che vuole; voglio semplicemente vivere.
Voglio studiare, laurearmi, lavorare; voglio una famiglia, dei bimbi e dei nipoti a cui raccontare il bello della vita e non l'angoscia della mia adolescenza; voglio che mi raccontino le loro esperienze, che mi chiedano consigli, che ridano e piangano con me tutte le volte che vorranno. Ma tutto questo potrebbe risultare impossibile in qualsiasi momento se qualcuno dovesse decidere il da farsi con la mia vita. Voglio perdere la voce con mamma ai concerti, non voglio che la perda lei in piazza a gridare il mio nome per chiedere giustizia; voglio piangere di gioia e non di disperazione. Io voglio vivere.
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