Contenuti per adulti
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Fidarsi di chi?
Di un tramonto, del mare, delle foglie
che, sfiorate dal vento, si ergono.
Fidarsi di chi?
Se non del nostro sguardo
rivolto al creato.
Fidarsi di chi?
Della natura
del nostro cammino in un bosco
che poi è il procedere nella vita.
Fidarsi di chi?
Della pelle d'oca
a contatto con l'acqua fredda,
penetrare nel mare, nella vita.
Fidarsi di chi?
Dell'intuizione, compresione di un dipinto, dell'ascolto di note.
Fidarsi di chi?
Natura, non persone.
Amare?
Forse no.
Mi ami?
Forse no.
Eppure io ero convinta.
Convinta del bene che mi volevi.
Natura, non persone.
Il mio primo amore,
come dimenticarlo, come dimenticarti.
Mi ritrovo nella bufera dei giorni
e il passar delle certezze si fa chiaro.
Una parola fuori posto,
un pallido rossore sul mio viso,
un'ala tarpata.
E ancora il telefono che squilla,
senza cessare.
Urla.
Vorrei dormire, vorrei non sentire niente.
Dolore, invece, quello che provo.
Mi chiedo perché.
Tu, proprio tu, di cui mi ero fidata.
Ti devo lasciare andare.
Luce...
Respiro a pieni polmoni,
come dopo una lunga apnea.
Tu tenti di trascinarmi giù.
Io, che ancora possiedo
la bellezza del tramonto negli occhi,
non vedo il tuo male.
Ti sono vicina,
non sento il freddo che sta arrivando.
Mi fido.
Natura, non persone.
Mi trascini giù.
Una parola fuori posto,
un pallido rossore sul mio viso,
due ali tarpate.
Non riesco più a volare.
Sto lì inerme,
su quel cemento freddo.
Ti guardo, ti imploro.
Natura, non persone.
Cade un rivolo di sangue a terra.
Foglia secca d'autunno, io corro,
le strade non si dividono
neanche questa volta.
Mi trascini più giù.
Mi avvolgi, ma sento il gelo.
Ti guardo di nuovo,
non ti riconosco più, non potrei.
Sento il mio respiro farsi flebile.
Stai vincendo.
Mi stai portando via,
da tutto, da tutti.
Mi stai portando via dalla mia vita,
da mè stessa, dai miei sogni.
Il chiasso della carne, la lama si infila.
Il chiasso della carne, la lama è dentro.
Buio...
Natura, non persone.
Mi sanguinano le ali,
sei acciecato dal tuo stesso odio,
dai tuoi stessi errori.
Sto morendo.
Non ci credo.
Hai scelto tu per me,
mi hai privata della vita.
La portiera della macchina si apre,
la mia anima si stacca dal suolo.
Penso a mia mamma,
sento il suo calore.
Mi dispiace papà,
mi mancherai tanto.
Avrei voluto anche io
quella corona sulla testa,
rivincita di tanti sacrifici.
Avrei voluto continuare a
guardare il tramonto
Natura, non persone.
Il gelo mi assale.
Sono morta.
L'anima si immerge in calme acque
e sento il calore del sole sulla pelle.
Il corpo sprofonda in un gelido lago, specchio di montagne innevate là in fondo.
È il tramonto della mia vita.
Natura, non persone.
Non mi fido più.