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Accarezzo mio malgrado
i tuoi artigli
consueti-tesoro,
se credi che abbia paura
non conosci la sete
c'è un tempo per tutto
dicono i faggi. Non so
come mai
parlo la lingua
degli alberi
forse ho solo creduto
di udire gli umani
tra queste catene
di gelsi
Se fossi naufraga
tra i flutti canterei
come a Ulisse
ma io
mi ricordo
Penelope
e con la tela
faccio a pezzi
le mie mani