Un volo di gabbiani sovrasta l’orizzonte: tra il mormorio del vento s’ode un canto di silenziosa unione; son le mani di due volti nel ceruleo cielo gaio, che meste colgono l’amore di due eterni vocii d’innamorati.
Tra la notte ed il giorno, i candidi bei gabbiani scrivono nell’oscuro vuoto celeste un melanconico oblio di parole esperte: “lento è il dì… scura è la notte… voliamo e mai cadiamo nei misteri dell’eterno fruscio…”
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