Erano le nove e mezzo di una mattina di metà agosto, avevo dormito sì e no quattro ore, stringevo il cellulare con il cuore in gola e uno piacevole tremolio tra le cosce. Ci eravamo visti la sera prima, ma, per diversi motivi, non siamo riusciti, come le altre volte, a ritagliarci un momento da soli per dare sfogo alla nostra attrazione fisica. Mi parlava, mi guardava in un certo modo...e solo questo mi bastava per abbandonare le mie inibizioni, quelle voglie selvagge che si nascondono dietro la mia faccia pulita da brava ragazza. Al momento di salutarci mi ha abbracciato e, con nonchalanche, ha appoggiato una mano sul mio seno, chiedendomi di chiamarlo la mattina dopo appena sveglia. Gli ho detto che l'avrei chiamato sul tardi, ma prima delle dieci gli avevo inviato un sms e non vedevo l'ora si facesse sentire. Poco dopo, infatti, mi ha telefonato e, nel giro di mezz'ora era a casa mia. In ascensore ha iniziato a provocarmi con lo sguardo e il tono di voce...e io che dovevo fare una fatica incredibile per darmi un contegno e non saltargli addosso subito. Una volta entrati in casa, senza troppi convenevoli, ha iniziato a baciarmi...e ho sentito tutta la sua voglia, mista alla mia, quella voglia che ci tenevamo dentro da ore e non vedevamo l'ora di far esplodere. Ha infilato le mani dentro i miei shorts, sotto le mutandine e, tenendomi le mani sui glutei, mi ha spinto con forza verso di lui facendomi sentire la sua eccitazione. La sentivo premermi sul ventre, ansiosa di liberarsi e sfogarsi. Continuando a baciarci abbiamo raggiunto la mia camera dove lui mi ha buttata sul letto, si è sdraiato sopra di me tendomi ferme le braccia. Provavo a liberare le mani, ma la forza con la quale mi teneva e il fatto che, in quel momento, potesse fare di me quello che voleva, facevano da afrodisiaco. Una specie di gioco perverso. Fingevo di ribellarmi, ma in realtà non vedevo l'ora che mi prendesse e mi facesse godere. Ha iniziato baciandomi il seno, dicendomi frasi come "sono bellissime" e si capiva chiaramente che era da parecchie ore non aspettava altro che far sprofondare la faccia nella mia quinta. Ha continuato a baciarmi lungo l'addome, la pancia, il ventre...e il mio sesso, bagnatissimo e voglioso, reclamava con ansia la sua lingua. Finalmente mi ha liberato di shorts e mutandine e ha iniziato a leccarmi; prima tra l'inguine e la coscia, poi proprio lì, sul clitoride impaziente. Il mio corpo tremava di desiderio e passione...ne volevo di più. Lo ha intuito e, con forza, ha infilato due dita dentro di me, quasi facendomi sussultare. Quando è tornato a baciarmi in bocca, ho deciso di prendere io in mano la situazione. Avevo voglia di vederlo eccitato, di sentire quanto mi voleva e quanto mi desiderava, volevo stesse bene e volevo che fosse per merito mio. Mi sono messa su di lui e, dopo un bacio frettoloso, ho fatto scivolare il viso su di lui fino ad arrivare lì, sul suo membro. Ci ho passato la mano per poi liberarlo dai jeans e dai boxer. Era duro, prepotentemente gonfio e pulsante. Me ne sono riempita la bocca, accarezzandolo con la lingua, succhiando e aspirando. Lo desideravo di più, lo desideravo dentro di me, così tanto da star male. Mi sono di nuovo stesa accanto a lui e mi ha baciata con passione, tornando ad accarezzare la mia fessura umida. "Ce l'hai bella un gran bel po'" ha sussurrato con voce rotta dal desiderio. E poi, finalmente, si è messo sopra di me e in un unico gesto mi è scivolato dentro. Lo sentivo spingersi dentro di me, mi riempiva, mi guardava negli occhi e lo vedevo trovare il suo piacere nel mio. Quando io sono esplosa lui non era ancora venuto, così sono tornata a occuparmi di lui; mani, bocca...ma non sembrava bastargli e mi ha detto:"Ho voglia di scoparti ancora". Da in piedi mi ha presa per i fianchi e mi ha fatto girare. Mi sono ritrovata a pecorina e non vedevo l'ora facesse quello che stava per fare. Ero di nuovo bagnata, vogliosa...ho sentito una piccola fitta all'ano, ma poi è riuscito a entrarmi dentro e mi ha portata con lui in un turbine di piacere.
Gemevo, ansimavo...volevo di nuovo urlare di piacere.
"Voglio farti venire, voglio farti venire..." mi mormorava nell'orecchio portando le dita davanti e accarezzandomi il clitoride. Non ce l'ho fatta più e ho ceduto a un orgasmo liberatorio. Sono crollata sfinita sul letto, sudata, con il cuore che mi batteva forte per l'emozione. Ma a lui ne voleva ancora. Mi sono messa davanti a lui, in ginocchio sul letto. Ho preso in mano il suo membro ancora duro e ho alzato lo guardo verso di lui. Accarezzandomi i capelli mi ha detto:”ho voglia di sborrarti in faccia”. Così l'ho accolto tra i miei seni finchè lui, dopo una smorfia di piacere, si è liberato sporcandomi il petto.
RaccontoErotico3: ore di attesa testo di Dottoressa Eros