Entra.
Accomodati dove ti pare.
Attento!
Lì c’è un brandello di cuore,
più in là rimasugli di fegato,
che assieme alla bile me li sono mangiati,
in compagnia del cupo rintocco della pendola in noce.
Gli occhi son lì,
su quel libro aperto, Stendhal,
consumati dall’acqua che corrode le rocce.
Immagina tu cosa capita ai molli tessuti.
Guarda pure il mio corpo,
l’unica parte di me in cui il tempo passa a trovarmi
e non riesce a vendermi nulla.
Bevi qualcosa?
No, io no.
Ho bisticciato con l’alcool,
lo credevo un amico, sai?
Fino al giorno in cui scesi giù al fiume,
con l'automobile appresso,
per la via più breve.
Per fortuna qualcuno lassù mi ha guardata
e ha bisbigliato di tener chiusa la porta
ché non avevo il biglietto d'invito.
Sei venuto a veder le ferite?
Sono guarita da quell’incidente,
tutto sommato era cosa da nulla a confronto.
Ti chiedi dov’eri tu allora?
Ah, non lo so!
Avevi chiuso la porta alle spalle da un pezzo,
lasciandomi maciullata sul campo a curarmi da sola
come sempre in natura fanno le bestie.
Forse ora ho il diabete.
Faccio fatica a rimarginar le ferite di ieri
dovute al sinistro che mi ha cambiato la vita
in cui tu avresti dovuto dar precedenza
e invece sei passato lo stesso.
Il prepotente di sempre!
E volevi pure avere ragione,
ne sei convinto anche ora,
nonostante tutti abbiano visto i tuoi torti.
Sei coraggioso lo sai?
Potrei dire che il bronzo al tuo viso
gli farebbe fare brutta figura,
ti renderebbe giustizia il letame
di cui copriresti l’odore col tuo dopobarba.
Sei venuto fin qua per vedere il mio stato?
Il fegato pezzo per pezzo lo sto componendo,
alla stessa maniera rifaccio la bile
e gli occhi ben presto prenderanno il lume di allora.
L’unico mio problema risiede nel cuore,
ci mette più tempo, si sa, è delicato.
La medicina, credimi, è buona.
Effetti collaterali?
Nessuno
Controindicazioni?
La tua presenza qui,
in questa stanza.
Chiuditi la porta alle spalle, uscendo
…forse stavolta ho trovato la cura.
Sto curandomi (penso di esser sulla buona strada) testo di Timo Degliul Timiul