Valore reale e valore percepito.
Sembra un concetto ovvio, ma spesso senza rendercene conto lo sottovalutiamo…
Faccio un esempio:
quante volte vi è capitato di andare a fare la spesa al supermercato, di mettere una moneta nel carrello e a spesa fatta, il carrello non vi restituisca la moneta… vi è capitato qualche volta vero?
Bene, quello che facciamo è di provare a far uscire la moneta, insistiamo, magari ci arrabbiamo e proviamo con ogni mezzo per riavere “quello che è nostro” (valore percepito), proviamo a rimettere il ferretto nella fessura, proviamo a spingerlo più forte, ma niente, proviamo con un’unghia, nulla, poi con una chiave, i più fortunati, dopo tanta insistenza riavranno la loro moneta, magari per riaverla qualcuno si sarà rotto un’unghia, altri avranno storto una chiave, altri ancora entrambe le cose.
Ritornando all’auto stringeremo in mano quella che non è più una moneta, ma bensì una vittoria, ci sentiremo soddisfatti per averla riavuta, ma quanto ci è costata? Ci ritroveremo a dover pagare la ricostruzione di un’unghia o a dover rifare dal ferramenta una nuova chiave, in entrambi i casi il danno sarà comunque più alto rispetto al valore della moneta (valore reale) sempre ammesso che siamo riusciti a riaverla…
Ci saranno sempre carrelli ammaccati, unghie rotte e chiavi da rifare nella vita di molti di noi, quello che dobbiamo però capire è che il valore di quello desiderato non sempre giustifica quanto ci è costato per averlo, ecco lo stesso ragionamento bisognerebbe impiegarlo per le persone, e chiedersi se ne valga davvero la pena, se la risposta è si, allora sfasciate carrelli, rompete unghie, storcete chiavi, l’importante è che quello che ci sia dentro non siano solo due spiccioli…
Sebastiano Francone
Valore Reale e Valore Percepito testo di Sebastiano Francone