Cigarillos e malinconie

scritto da R. E. Harlow
Scritto 4 mesi fa • Pubblicato 4 mesi fa • Revisionato 4 mesi fa
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Autore del testo R. E. Harlow

Testo: Cigarillos e malinconie
di R. E. Harlow

Mi incammino verso il bar,
a piedi,
come ogni volta che voglio sentirmi reale.

L’asfalto è ancora tiepido,
ma l’aria punge appena
mentre cammino senza fretta.

Quando arrivo,
ordino la mia solita birra.
Il vetro gelido contro il palmo
mi sveglia,
mi riporta nel corpo.

Mi siedo fuori,
al mio tavolo di sempre.
La sedia in ferro
scricchiola sotto di me.

Accendo un Cigarillos:
l’odore aspro e dolciastro
si mescola all’aria del tardo pomeriggio,
al profumo stanco del marciapiede,
alla leggera puzza di fritto che esce dal bar.

Respiro piano.
Dentro il fumo,
mi perdo un po’.

Ripenso al cammino fatto:
è stata la strada giusta?

No.
Non tutte le strade.
Alcune le ho percorse per compiacere,
altre perché non c’era alternativa,
e tutte mi hanno condotto fin qui,
a questo momento.

Ma da dieci anni a questa parte,
cerco di vivere la mia vita,
non quella degli altri.
O almeno ci provo.

Dopo un paio di tiri,
la malinconia si siede accanto a me
e inizia a raccontare.

Se quel treno lo avessi lasciato andare,
senza corrergli dietro con il cuore in gola.

Se le dita non si fossero intrecciate,
una sera di pioggia,
sotto una pensilina sgangherata.

Se invece di parlare,
avessi semplicemente fatto silenzio.

Se avessi distolto lo sguardo,
quando i suoi occhi cercavano i miei.

Se quella porta l’avessi chiusa davvero,
senza tornare a bussare.

Se non avessi sorriso quella volta,
per riflesso,
non per scelta.

Se…
se…

I "se" si fanno pesanti,
si attorcigliano dentro
come fili elettrici scoperti.

Il fumo sale lento,
copre la vista,
quasi protegge il pensiero.

Poi—
il rumore delle loro risate rompe il fumo,
le voci coprono i miei dubbi,
e il mondo rientra, senza chiedere permesso.

Sedie che stridono,
mani che si appoggiano alle spalle,
voci che rimbalzano sul tavolo,
profumi che non sono miei.

Come onde
che spazzano via la nostalgia.

Sono tre coppie,
in apparenza felici.
Ma io vedo.

Quelli a sinistra
non si amano più.
Restano insieme
per paura del vuoto,
perché tornare a casa da soli
è peggio del litigio quotidiano.

Quelli al centro…
lui la guarda come fosse tutto,
ma forse ha solo bisogno
di qualcuno accanto
per sentirsi meno solo con se stesso.
Lei invece pensa ad altro,
e ad altri.
Parla di nozze,
e di convivenze,
ma intanto lo tradisce in silenzio.

La coppia sulla destra
non conosce il significato di "amore".
Lei sogna città lontane,
ex sbagliati ma almeno reali,
cene pagate e vite altrove.
Lui finge.
Finge d’essere calmo,
ma dentro è un nodo:
possessivo, ossessivo,
convinto che amare significhi
tenere stretto
fino a soffocare.

Li osservo.
Mi sento fuori posto.

A volte mi pare
che questo mondo
non sia fatto per me.

Non riesco più
a trovare felicità nella realtà.

Ma non voglio piegarmi
come fanno gli altri.
Non voglio vivere per convenzione.

Voglio vivere
come desidero.
Anche se significa
camminare da solo.

Perché anche nel buio,
il riflesso di un lampione
nel fondo di un bicchiere vuoto,
o la brace viva di un Cigarillos,
bastano
per non sentirsi del tutto scomparsi.

Cigarillos e malinconie testo di R. E. Harlow
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