667 - L'accroccato e la dea

scritto da ioffa
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Quartine di settenari a rime alternate abab cdcd eccetera.
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Testo: 667 - L'accroccato e la dea
di ioffa

Non sento la tua voce…
forse troppo distante
e resto come in croce
deluso e tribolante.

Non so se stai parlando
ma sei troppo lontana
oppur mi stai ignorando…
la mente si dipana

ed ora lo capisco:
tu sei d’altro pianeta!
Rifletto ed arrossisco
per mia pretesa inquieta.

Come potei sperare
che Tu, aliena Diva
potessi calcolare
l’omuncolo che ambiva

a naufragar negli occhi
più belli di smeraldi…
io che son tutto accrocchi
di pezzi presi in saldi?

Ma in fondo neppur io
sarei di questo mondo…
non so quale sia il mio
ma credo non sia tondo.

Disperso son nel nulla
di questo oscuro spazio
né ritrovar la culla
potrà lenir lo strazio

di me che come trottola
non trovo direzione
e mi racconto frottola
sulla tua sparizione.

Ti sogno e non ti sento
ma ancora non m’arrendo,
persevero scontento:
d’amore sto morendo.

Ripeto: “non esiste,
l’ho solo immaginata”,
fortuna almen m’assiste
che mai l’abbia baciata.

Del resto anche la mia
è una dubbia esistenza,
sarò spazzato via
prendendone coscienza.

L’entropia va crescendo,
mi perdo e tu mi perdi…
eppure sto vedendo
due splendidi occhi verdi.


ioffa, 19/01/2026

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