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Vedi fratello di carta,
l'anima mia è un vecchio cimitero
Dove, come rimorsi, i bianchi vermi erranti
Scavano nel silenzio un solco nero e fiero,
Sotto un cielo di piombo, dai riflessi pesanti.
Il Tempo, quel mostro che ci rode la vita,
Ferisce il cuore e beve il sangue con labbra di ghiaccio;
Ogni speranza in fiore, ormai quasi svanita,
Si spezza come un vetro nel suo gelido
abbraccio.
O Bellezza, tu dama di luce e di fango!
Vieni dall'abisso o discendi dall'Eterno?
Nel tuo sguardo mi immergo e,morendo,
rimango
Prigioniero di lacci fatali e profondi.
Un'estasi malvagia mi spinge nell'oscurità,
Mentre la Noia, regina di questo deserto,
Innalza col fumo il suo lugubre muro
Sull'orizzonte immobile, aperto nel gioiso inferno.
Vieni, o Morte, marinaio di tutti gli oceani!
Leva l'ancora adesso, non temere l'errore;
Versaci il tuo veleno, che sia dolce e cristallino,
Per trovare nel Nulla un nuovo, ignoto splendore.