“Uè, sveglia! Svegliati, dai!”
“Ostrega, cosa c’hai a quest’ora di notte?”
“Ssssccccc! Sbassa la voce: c’è qualcheduno in casa, ho sentito i rumori. Vai a vedere, dai!”
“Porco il cane, chi vuoi che ci sia, con tutti i sistemi di allarme che c’ho messo in tutta la villa?”
“E io ti dico che ho sentito dei rumori dalla sala. Alzati e vai a vedere, ma senza accendere la luce e senza fare casino, che svegli i bambini”.
Brontola e tira in giro madonne e santi con dietro tutta l’arca di Noè, ma sottovoce, per non svegliare i bambini. Però, quando ha finito di sacramentare, i rumori li sente anche lui, dalla sala.
Col pigiama di flanella firmato (anche la notte reclama le sue attenzioni), scende dal letto, scivola nelle pantofole di cachemire e va nella cabina-armadio. Dietro tutte le sue giacche (che ti dico a fare le firme e i tessuti), protetta nella custodia massiccia, trova la sua UZI, la mitraglietta israeliana automatica, che gli ha venduto uno dei suoi soci dell’import-export. “Con questa sbudelli albanesi, rumeni, jugoslavi e zingari senza che ci dai il tempo di pentirsi dei suoi peccati”.
La paura dei furti in villa, dei micro-sequestri di persona - quelle bestie che picchiano e uccidono senza guardare in faccia a nessuno. Le bestie si trattano da bestie.
Prende l’automatica e scivola verso la sala.
La notte è fredda, il 24 dicembre: il riscaldamento è spento, con quel che costa il metano. Tutta colpa di quei bastardi degli arabi, che continuano a tirar su il prezzo del petrolio che fa aumentare il gasolio e dopo anche il metano (una volta, al bar, un lazzarone di un comunista gli ha chiesto com’è che quando i arabi calano il petrolio la benzina non cala mai. I comunisti son buoni solo a fare i discorsi che non servono a niente).
E loro, i arabi, coi nostri soldi comperano le nostre fabbriche e si fanno i rubinetti d’oro massiccio nel bagno ma quelli ce li ha anche lui, ostrega, anche se non puoi mica andare a dirlo tanto in giro se no poi la Finanza ti fa i controlli che dichiari troppo poco.
Vicino al camino c’è davvero qualcuno, che si sta rialzando da terra, come se fosse caduto.
“Bastardo, fermati o ti sbudello!”
Quello là, sorpreso, si gira di scatto per vedere chi parla, perde l’equilibrio, annaspa nel vuoto e si ritrova steso a terra appesantito da un etto di piombo.
La moglie sente la raffica, si butta giù dal lettone urlando e si scaraventa in sala. Accende le luci (vetro di Murano ultimo grido, a dargli ascolto agli architetti), vede il marito diritto in piedi e un uomo sdraiato per terra a pancia in giù con tanto di quel sangue da fare una pozza vicino alla schiena. E’ vestito tutto di rosso, ma un vestito strano, col cappuccio.
“CHI E’?” urla che la sentono anche i rottweiler in giardino e cominciano a latrare come se avessero visto una flotta di clandestini pronti allo sbarco.
“Ma è il Babbo Natale!” urla angosciata fra le lacrime la piccola Jennifer, sei anni, pigiamino di fine flanella francese e babbucce di zibellino. Svegliata dai colpi della mitraglietta si è precipitata anche lei in sala, dove ha visto la luce accesa.
“Hai ucciso Babbo Natale! Cattivo, hai ucciso Babbo Natale!” strilla aggrappata alla camicia da notte - flanella parigina - della mamma.
“Macchè Babbo Natale del’ ostia! Quello lì è un ladro che va in giro vestito così per non dare nell’occhio la notte di Natale”.
“No no, è Babbo Natale! Guarda, è sceso dal camino, è sporco di nero. Hai ucciso Babbo Natale, hai ucciso Babbo Natale!”
“Mocala e pasa fò a durmì! (*)” grugnisce il padre. Poi, brusco, alla moglie: “Portala a letto e vestiti, che io chiamo i carabinieri”.
Intanto che li aspetta, si avvicina al cadavere e col piede gli gira in su la faccia.
Ce l’ha proprio strana, ma non è uno slavo e neanche nero o giallo o una di quelle facce che si vedono in giro adesso dappertutto. Sembra quasi un esquimese, piccolino e cicciottello, con gli occhi un po’ a mandorla.
Frega a me di dove viene, pensa intanto che controlla se la mitraglietta è a posto. Se vieni a casa mia di notte, ti sparo e basta. Legittima difesa preventiva: l’avvocato ha detto che al massimo ti danno l’omicidio involontario. Ci pensa lui a patteggiare e con quattro soldi non fai neanche un giorno dentro e non te lo segnano neanche sulla fedina penale. Tanto, è così anche per quei bastardi delle rapine in villa: se li prendono, fanno dentro poco poco e poi sono di nuovo in giro a far macelli. “In Italia non c’è la certezza della pena!” come dice sempre il suo avvocato che è anche consigliere regionale di maggioranza. Certo che invece quei bastardi di rottweiler, con quel che gli sono costati, scuola compresa, l’hanno lasciato passare senza neanche fare un fischio di avvertimento. Strane bestie, glielo dirà a quello che gliele ha vendute.
I carabinieri – “tutti terroni” - ci mettono un po’ per arrivare (“Figuriamoci, saranno stati dietro a mangiare il panettone che gli ha regalato qualche commerciante per fargli chiudere giù un occhio”): fanno le domande, prendono le misure, chiamano l’ambulanza e poi gli chiedono se ce l’ha un avvocato. Ecco, proprio come se il delinquente fosse lui. Ce lo chiedano a quell’altro, se ce l’aveva l’avvocato!
Il giorno di Natale, radio e televisione danno una notizia che sembra di essere in una fiaba di Andersen: i bambini sono rimasti senza doni di Natale. Babbo Natale non si è fatto vedere.
“Sèèèè, Babbo Natale! – ringhia il padre durante il pranzo natalizio (tutto griffato, che te lo dico a fa’). – C’è la crisi e la gente tiene a mano!”.
La piccola Jennifer non capisce, guarda il padre imbronciata. Ma le passa presto, appena l’occhio le cade sul suo nuovo i.phone 3G. Mamma le ha detto che da loro il Papà Natale ce l’ha fatta a passare e le ha lasciato quel regalino, così gli fa invidia alle sue amichette. Le ha anche detto che quello vestito di rosso era entrato in casa per rubarle proprio il cellulare nuovo.
“Che roba, l’innocenza dei bambini: si bevono di tutto” pensa la mamma mentre si gingilla con il collier di diamanti che le ha regalato il marito.
Che si tirerebbe volentieri una revolverata negli altri, di gioielli di famiglia: quello era il regalo per l’amante, ostia!
* “smettila e vai a dormire”
Papà ha ucciso Babbo Natale testo di trap