Le maschere infuocate
Nel vento di Marzo, Amico,
nelle stanze delle illusioni
che richiamano cortili senza tempo.
Brusii e sussurri a sovrastare
l'urlo di Munch,
carta vetrata per levigare l'anima,
con batuffoli di bambagia
ad attutire i suoni e placare la tempesta
dentro.
E il vento di Maestro che stride
a distruggere la voce che non sa parlare,
sale e quarzo rifangenti di niente.
E maschere, amare, infuocate, nella vecchia
soffitta, incredule, sgomente,
costrette a nutrirsi del rimpianto.
Maschere di perdono e innocenza,
appena risvegliate dal torpore della morte,
nel canto lontano che si ode, si percepisce
anche se giunge ovattano all'orecchio.
"Verrai, mi dirai amore sono qui!"
Ed è al chiaro di luna che il sogno
si colora di diafano argento,
Incantati sguardi, note atone,
questi silenzi che ancora racconti
per non farmi male.
Le maschere infuocate incise di emozioni,
scavate di vita, per sorprendere, per non dimenticare,
tra i canneti, l'inchino verso la terra,
il palcoscenico fittizio dove prendono vita,
muoiono, rinascono per morire ancora!
Le maschere infuocate testo di sothis85