Nel plenilunio Mi mostrerai il tuo labbro di carminio sul viso d'ambra che sa di velluto, in un sogno agli amanti sconosciuto, se non quando la notte è al plenilunio.
Io canterò per te le mie canzoni chiamando al coro i grilli e le sirene, compagne di conforto in notti amene che dispensano ai più benedizioni.
Farai soltanto una comparsa breve nell'ora in cui mi vince la paura, e invocherai la luna e la sua pura, benigna soavità, magica e lieve.
Intonerà un motivo la natura, con i sibili e i fiati, in un crescendo, per le parole e i versi che qui spendo, omaggio ad un delirio d' avventura.
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