Pescatore

scritto da Arya
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 5 mesi fa • Revisionato 5 mesi fa
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Mare come le profondità dentro ognuno di noi. Gabbiani come pensieri. Velieri come fondamenta.
- Nota dell'autore Arya

Testo: Pescatore
di Arya

Se le lacrime salate sono quelle amare, allora negli occhi ho il mare.

Questa notte è passata una tempesta burrascosa, che ha scosso anche i velieri più grandi.
E io, che ancora sono stanco della nottata, mi alzo all'alba per compiere il mio dovere.

Tutte le mattine, senza importare quanto violenta sia stata la burrasca, devo alzarmi e lavorare.
È l'unico modo che ho per poter mangiare.

Mi avvio verso il porto, accompagnato dal vociare dei gabbiani.
Il sole sta sorgendo sul confine tra cielo e onde. Mi abbaglia e insieme al freddo dell'aria mi fa venir voglia di rintanarmi sotto le coperte.

Eppure mi costringo ad andare avanti, anche oggi andrò in mare, butterò giù le reti e vedrò di pescare quel che di buono c'è in questa giornata.

Per quanto usurata e ammaccata sia la mia barchetta, continuerò a curarla e rattoppare i buchi, così che il mare non riesca ad affondarmi neanche oggi.

Così che impari come solcare le onde senza incagliarmi sugli scogli.

Così che sia il vento a sopingermi e a farmi farmi vedere nuovi orizzonti.

Anche oggi ricomincio, è una nuova giornata e non va sprecata.

Pescatore testo di Arya
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