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UNA NONNA MODERNA
Clelia non era la vera nonna di Miriam, ma da quando era entrata per caso nella sua vita, lei l’aveva sempre trattata come fosse una delle sue nipoti.
Era una donna anziana, ma talmente aperta, moderna e giovane nello spirito che era quasi impossibile considerarla tale. Le profonde rughe che le segnavano il volto non si notavano più di tanto, se ci si concentrava sul suo portamento fiero e sul suo abbigliamento piuttosto appariscente.
Teneva molto al proprio aspetto: capelli sempre impeccabili e tinti di castano, calze velate anche nel cuore dell’inverno, scarpe con tacchi forse un po’ troppo alti, sciarpe e foulard coloratissimi, che non potevano di certo passare inosservati.
Clelia aveva un bel caratterino, non le mandava a dire a nessuno e sapeva essere molto dura con chi non le andava a genio, ma tra lei e Miriam si era creato un rapporto speciale, a tal punto che, un giorno, le chiese persino di darle del tu.
Per Miriam era piacevole passare del tempo con quell' anziana donna, poiché anche il suo modo di parlare e di rapportarsi con i giovani era molto diverso da quello delle persone della sua età. Non era un problema se capitava di usare un linguaggio un po’ colorito, Clelia non solo non ci faceva caso, ma riusciva persino a stare al gioco, mostrando complicità mentre accendeva e spegneva in continuazione le sue amate e irrinunciabili sigarette.
Si era sposata giovanissima, come spesso accadeva un tempo, e aveva avuto tredici parti e numerosi aborti spontanei.
“Allora era obbligatorio fare figli”, diceva, “se ne faceva uno all’anno, quando proprio andava bene ogni due e non c’erano tutte le comodità di oggi per farli crescere”.
Ascoltando i racconti della sua vita, Miriam, che aveva alle spalle un matrimonio tormentato e per fortuna finito, ringraziava il destino per averla fatta nascere in un periodo diverso. Clelia, infatti, aveva dovuto, suo malgrado, sopportare un marito dedito all’ alcol e al gioco d’azzardo, che quando rincasava ubriaco diventava violento con lei e con i bambini.
Lei, perennemente gravida o con un piccolo da allattare, doveva sottostare a tutti i suoi voleri, accettare in silenzio i suoi continui tradimenti e doveva sempre mostrarsi remissiva, anche se non avrebbe proprio voluto essere così. In cuor suo si sentiva un’anima ribelle, ma aveva sempre dovuto soffocare la sua vera natura.
Quando qualcuno le chiedeva come avesse fatto a tollerare tutte quelle vessazioni, rispondeva semplicemente di non avere avuto altra scelta.
“Se solo avessi potuto fuggire, rifarmi una vita come accade oggi”, ripeteva sempre, “ma senza un lavoro e con tutti quei figli era impossibile per una donna aspirare ad una condizione migliore. Poi esisteva anche il reato di abbandono del tetto coniugale, ma a quello non ho mai pensato, a dire il vero, perché non avrei nemmeno saputo dove andare e cosa fare per vivere”.
A volte, si pensa che un tempo ci fosse più sopportazione nelle coppie, più comprensione, più disponibilità a perdonare, in realtà non era sempre così, come soleva dire quella nonna speciale, c’era semplicemente chi subiva perché non c’erano alternative.
Dopo la fine del suo squallido matrimonio, Miriam e uno dei nipoti di Clelia si erano avvicinati molto e la moderna nonna si era mostrata felice per quell’ unione, accogliendo la giovane a braccia aperte nella sua grande famiglia. La capiva e stava dalla sua parte come nessun altro.
“Guai a te se farai del male a questa ragazza che ha già tanto sofferto”, diceva sempre al nipote, “non dovrai mai smettere di rispettarla e dovrai amare il suo bambino come ami lei e come se fosse tuo figlio”.
Clelia era divenuta una presenza significativa nella vita di Miriam, le ricordava sempre che molti diritti prima inesistenti e specialmente quelli delle donne, erano stati dure conquiste e che non erano affatto una cosa così scontata.
“Il mondo di oggi è un po’ matto e un po’ storto”, diceva sorridendo, “ma ci sono anche tante cose positive, decisamente migliori di quelle dei tempi miei”.
Quella nonna davvero particolare auspicava una società in cui uomini e donne, pur nel rispetto delle loro diversità, fossero realmente sullo stesso piano ed era veramente bello sentire una persona della sua età manifestare con convinzione certi pensieri.
Clelia, con grande gioia, riuscì ad assistere alle nozze di Miriam e suo nipote e a veder nascere la loro figlioletta, ma non riuscì, purtroppo, a veder crescere quella nuova vita.
Se ne andò in un grigio giorno di novembre, lasciando un ricordo indelebile in quella giovane donna alla quale, fin dal primo momento, aveva sempre dimostrato un grande affetto.
Di certo sarebbe felice di vedere che, nonostante siano passati molti anni, quel matrimonio che tanto aveva sostenuto, è tuttora solido e felice.