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Tanti tanti anni fa, c'era una piattaforma blog di cui facevo parte, avevo un discreto successo ed un nick name niente male, un nome così non lo avrò mai più, fu un'illuminazione: semplice, originale, facile da ricordare e che faceva sorridere le persone.
Arrivai in finale anche ad un contest, dove uno di cui non dirò il nome, ma è molto grosso, famoso ed ultimamente ha avuto problemi anche con la legge, mi criticò aspramente, influenzando negativamente le persone, ed io ci rimasi male.
Scrivevo del quotidiano tipo quello che faccio qui, ma più terra terra, meno introspettivo, più cazzate; non avevo nè le conoscenze che ho ora, nè un decennio di psicoterapia sulle spalle, non avevo visto tanti film e non avevo letto molti libri. Mi piace scrivere, ma non tanto leggere.
Le cose andavano bene fino a che non entrai in una "lotta di classe". Il problema è che non avevo la Speedy Vuitton originale, ma una tristissima imitazione. Quindi diventai una che non aveva classe, una sboccata, stracciona e cose irripetibili qui, non avevo mai visto commenti tanto brutti in vita mia e dire che il bullismo lo avevo vissuto dall'asilo fino alle medie, per dire. Nemmeno io, a quel punto, ci andai troppo per il sottile. Ma questo innescò una bomba: si organizzarono per infilarmi in diatribe con cui non c'entravo nulla e finirono per incolparmi di cose che non avevo mai fatto. Il mio nome saltava fuori ogni volta che succedeva qualcosa di grave, tra minacce di denuncia e veleni vari. Non voglio fare la vittima, ho anche io le mie colpe, ma non queste.
Così iniziarono i dissing (si chiamano così ora?), che presero il posto dei testi personali.
Qui iniziò la decadenza, mia, del blog e di tutta la piattaforma. La mia vita privata in quel periodo era molto incasinata, stavo lasciando Puodarcy (poi spiegherò il perchè di questo nomignolo) per il vecchio, ero molto fragile, mi dettero il colpo di grazia, mettendo in piazza la mia infedeltà e le mie debolezze, ed io soccombetti. Chiusi tutto, misi una croce sopra e cominciai a mettere a posto la mia vita.
Dopo vent'anni sono approdata qui, con molte cicatrici, e la voglia di scrivere di nuovo.
Leggendo qui e là mi sento dispiaciuta di quello che sta accadendo su Ali di carta, empatizzo molto Rivedo in certe dinamiche quell'amarezza che conosco bene, il peso delle parole usate per ferire e la sensibilità di chi ci si ritrova in mezzo. Dico solo coraggio, non fatevi travolgere nel mare di merda. Vi abbraccio tutti.