NEVE
Neve, gelida lacrima di un dio piangente,
la mia valle tutta ora ammanti nella notte.
Al risveglio si leva dal biancore, nero e solo,
tronco di vetusto albero, arso l'ultima estate.
Arsa la mia vita, or che sono all'ultimo quarto,
m'assomiglia quel vecchio tronco, nero e solo.
Nulla muterà il prossimo inverno. Bianco e nero.
Il colore non mi appartiene, posso solo copiarlo.
Lacrime salate rigano ora le gote ispide.
Sono gelide, amare, senza vita e umore.
Sono le mie ultime lacrime, altre non ho.
Non un dio piange. Solo un uomo.
E nevica.
Snow.
Snow, icy tear of a crying God,
All my vale you're now covering in the night
On waking up from the whiteness rises, black and alone,
The trunk of the very old tree, burnt last summer.
Burnt my life, now that I'm in my last quarter,
That old trunk, black and alone, looks like me.
Nothing will change next winter. Black and white.
Colours don't belong to me, I can only copy them.
Now salted tears stream down my rough cheeks.
They are icy, bitter, lifeless and sapless.
They're my last tears, I haven't got any more.
Not a God is crying. Only a man.
And it's snowing.
Neve antica testo di Peter Lescano