La vita non è un Film...O forse SI

scritto da fabio b
Scritto 5 mesi fa • Pubblicato 3 mesi fa • Revisionato 3 mesi fa
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Immagine di fabio b
Autore del testo fabio b
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La cultura dei mass media: crea fenomeni resi largamente popolare dall'azione dei media stessi. È la tendenza a trasformare notizie, persone ed eventi in uno spettacolo analogo ad un'attrazione circense. Ali sta diventando questo.
- Nota dell'autore fabio b

Testo: La vita non è un Film...O forse SI
di fabio b

Facciamo parte di un catalogo
siamo prodotti e vendita
con le foto in primo piano in bella posa la descrizione stile vinted .
Lo vediamo ovunque anche in questo sìto la Verità non paga mai
la lusinga la bugia l'inganno, la contraddittoria esibizione di pianti disgrazie guai
siano presunte o pilotate da algoritmi intelligenti ,
trovano invece, consensi like commenti, tifoserie roventi ,
soprattutto tanti stronzi che abboccano all'amo dei soliti fetenti,
poi piangono se trattati da deficienti.
È un bisogno di esistere piacere ,essere accettati per sentirsi importanti
appagare un senso di inadeguatezza nel virtuale perché non sai reggere le avversità del reale.
Cerchi riscatto in un altro te stesso creando un alter ego nella macchina social ,
sfruttando opportunità che IA ti da.
Un'immagine che cerca perfezione in una vita che di perfetto non ha niente .
Se non riesci a sfondare in televisione, ti appaghi con la moina, come ad Amsterdam, sempre in vetrina,
e ti spingi sempre un po' più in là , la frontiera è OnlyFans .
Facciamo parte di un catalogo che sfogliamo sorridenti,nello specchio dei nostri occhi che non vedono la realtà
vendiamo e compriamo tutto, tranne parole pensieri sentimenti .
Non ci sono recensioni negative dei clienti perché manca il vero prodotto
l'unico che servirebbe non c'è ,
il rispetto di sé . .

Schiavi di un meccanismo che produce niente ,
ma vende stili , esigenze, esistenze hollywoodiane che per lo più fan presa su ignoranti morti di fame ,
che vedono nelle piattaforme social un improbabile riscatto psicologico sociale .
Modelli di consumismo patologico compulsivo ad ogni età ,che ormai non sai più , neanche tu .
Da ragazzina hai voluto la quinta al silicone
poi labbra da pornostar chi sei ora lo stabiscono i like .
Ti sei cucita nel cervello un vestito che non ti sta già più ,
hai vent'anni e sei démodé ,
le sedicenni d'assalto sono già da Bugia Club Privè.
Inizi col vender la mente poi ci finisce dentro tutto ,l'apparenza ha un costo alto ,
è come giocare alle slot vince sempre il banco e tu Sindrome di Munchausen ambulante,
perennemente in cerca di consensi, vuoi attenzioni costanti ,
perdendo il senso del limite che nel virtuale non c'è .
Sotto i riflettori sempre, ma non c'è luce di sincerità nell'apparenza ,
ossessionati dall'estetica ogni scatto è una sentenza
meno attenti alle parole, ai comportamenti ,
ai sentimenti ancora meno, forse perché non si vendono,
sono alieni in una società di tutti in vetrina ,troppo appariscenti per niente convincenti .
Nel cervello assuefatto a modelli vincenti sei obbligato a tenere il passo,
d'altra parte essere al centro dell'attenzione produce adrenalina, endorfina a costo zero ,
uno strano subdolo appagamento,
una soddisfazione sottile mix tra narcisismo e presunta mediatica potenza ,
piacere psicologico da assuefazione, tra manipolazione e potere sessuale,
non è certo normale,
ma in un mondo virtuale si può avere un tornaconto che ricade nel reale ,
far innamorare scemo&piùscemo,
svuotare il conto ad uno spasimante non è poi così blasfemo .
Così si arriva alla filosofia neanche tanto illuminata del web, alle faccine di kiulo in IA ,
nuovo regno delle fate rifatte già sfatte , la mentalità indotta e corrotta
di dover sfruttare ad ogni costo le debolezze degli altri.
Chi lo fa veramente in grande manovrando elezioni e chi si accontenta di visualizzazioni ,
la morale immorale rimane intatta, cristallina nella sua perversione ,
vivere abbindolando gli imbecilli ,farli cantare come grilli ,tanto nel virtuale non c'è truffa ,
nulla è più reale se non hai limiti , rispetto di te.
Non esiste diritto nel mondo Big Tech la nuova tecnologia digitale crea il buon regno delle fiabe,
mostra solo il bello ,l'errore e l'orrore viene bandito o mascherato trasformando Gaza in Saint-Tropez.
Se non ti svegli adesso è l'inizio della fine non puoi crescere in uno sbaglio, nell'abbaglio del tutto va bene,
perché ti ruberebbero la capacità di ragionare dissentire ribellarti.
Le menti labili sono le più a rischio perché spesso nascondono patologie, inadeguatezze, paure
facili da pilotare , creare dittature su chi vive in un incubo di lustrini e paillettes è molto più semplice,
basta nascondere la verità con la manipolazione che diventa sistema
e la realtà diventa quel che fai credere alle persone .

Facciamo parte di un catalogo e basta un click per scegliere il prodotto
un nick rigorosamente anonimo per creare il bluff mediatico ,
foto taroccate parole scritte in ChatGPT e scatta il gioco sadico e perverso della manipolazione dell'emozione.
Mentre filtri e rifiltri l'obiettivo, pensa a quanto sei triste dal vivo,
vuoi la rivincita per vincere la patologia ,
l'assenza di un IO nel funzionamento del sé,
ti spinge costantemente al di là ,nella terra dell'ES ,
dove sesso e affetto anche se rubati, ingannati ,virtuali ,colmano vuoti emotivi profondi.
Nella vita reale il narcisista prova a mettere in atto manipolazioni paradossali che solo il virtuale permette di fare,
tende a sovrastimare le proprie abilità ,a dare eccessiva importanza ai propri successi e traguardi personali,
minimizzando e svalutando quelli altrui.
Risulta quindi spesso vanaglorioso e pretenzioso, costruendo solo relazioni che gli permettano
di confermare l'immagine grandiosa di sé.
Poter pensare di gestire le emozioni di un intero gruppo di persone ,
da a soggetti psicolabili un grande senso di potere,
un continuum di piacere tra il mentale ed il sessuale .
Un autoinganno sensoriale che condanna e costringe ad una vita di menzogne
che prima o poi dovranno crollare sotto il peso del reale
ed il soggetto, rientrando in sé, cadrà in profonda depressione.

Esistere solo nel virtuale non è nemmeno sopravvivere
è un cono d'ombra che nasconde la verità
a chi non ha coglioni per guardare in faccia la realtà .
Farsi controllare la mente da algoritmi impazziti che struprano il cervello
vuol dire essere già schiavi di sogni e bisogni inesistenti ,
alimentando un circolo di coortazioni e orientamenti che ci vogliono ignoranti e rassegnati
a non poter cambiare il sistema del tecnofeudalesimo creato dalle stesse Big Tech
che ogni giorno ti lavano il cervello in uno specchio deformante dove anche il più deficiente si vede re .

L'obsolescenza programmata è una risorsa
una strategia mirata da chi ci vuole controllare anima e mente ,
limitando deliberatamente la vita utile di un prodotto,
e il prodotto se ancora non l'hai intuito
siamo noi .
La vita non è un Film...O forse SI testo di fabio b
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