Conchiglie

scritto da Gianny Mirra
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Autore del testo Gianny Mirra

Testo: Conchiglie
di Gianny Mirra

Lische nella mia carne.
Vetri rotti sotto i piedi.
Ogni tanto si accende un falò
e i miei desideri s'incendiano da soli.
Ascolta come parla il mare!
La sua voce entra dentro e lava via la tristezza.
Perchè è come se fosse un cielo al contrario.
Un cielo d'acqua che si muove e si arrabbia.
Un cielo dove le nuvole sono onde e schiuma salata.
Abbracciami, mare mio.
Galleggio ancora come un bambino che non sapeva ancora
cosa fosse la vita.
Mi culla e mi fa sentire come un giglio d'acqua.
Mi fa dimenticare per un momento
le piastrelle bianche su cui erano appoggiate le mie mani,
le lacrime che rigavano le mie guance,
mentre quel mostro con la faccia umana
si muoveva dentro di me
per raggiungere il suo orgasmo.
Mentre le sue mani artigliavano i miei fianchi
ed il suo corpo si muoveva dietro di me.
Mentre le sue parole sporche,
cercavano di convingermi che non c'era niente di male.
Che non dovevo avere paura
perchè tutto sarebbe stato meraviglioso.
Per lui, forse.
Mentre cercava la mia bocca
per mescolarla alla sua,
per il suo ennesimo piacere
sporco come la sua anima
imbrattata di animalità
di odio, di desiderio.
Ci sei tu, immenso, profondo, paterno mare.
Dimmi che hai lavato fino in fondo il suo seme.
Dimmi che non tornerà più indietro.
Lascia la dura scogliera e prendi me.
Sono un'isola che ha il sapore del vento.
S'attaccano su di me le cattiverie della gente.
S'immergono i loro sguardi d'odio.
Grattano via la vita.
Cercano di spegnere qualsiasi luce in me.
Girano intorno come fantasmi in cerca di sangue.
Ridono della mia anima, del mio cuore.
Aspettano che la mia mente impazzisca
affinchè le mie mani
uccidano me stesso.
Questi sono gli esseri umani, oh mare.
Questi sono i ''Figli di quel Dio''
che fingono perfettamente maschere di cera d'angelo
ma altrettanto perfettamente
sono pasta d'odio ed invidia.
Assetati di sangue ed affamati di morte.
Riesci ancora a sentirmi?
Sono alga che danza con te.
Sabbia che si adagia sul fondo.
Corallo che cresce nelle tue mani.
Perla che s'affaccia di notte
per guardare la luna negli occhi
e del cui respiro
si confonde con i sibili
del vento.
Conchiglie testo di Gianny Mirra
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