L'ombra che mi possiede

scritto da Midnight_Writer
Scritto 2 anni fa • Pubblicato Un anno fa • Revisionato Un anno fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Midnight_Writer
Autore del testo Midnight_Writer

Testo: L'ombra che mi possiede
di Midnight_Writer

Tra le ombre dense della notte,
il tuo sguardo mi cattura,
nel suo silenzio di gelo si spegne e inghiotte,
un'eco di pena che dura.

Un abisso di tristezza,
da cui non riesco a fuggire,
riflesso di un’ombra senza fierezza,
che mi induce a non reagire.

Amante mostruosa,
simbolo della mia prigione,
Freddo marmo è la tua posa,
Dove giace il peso della costrizione.

Sfiori il mio volto
con un tocco che congela,
tra i tuoi gesti un rimpianto sepolto,
un’illusione che ancor mi assedia.

Ogni sguardo tuo
è un uncino nell’anima,
scava nel petto come un guado buio,
lasciandomi inerme alla sua pantomima.

Mi tiene legato
a una dipendenza invisibile,
un filo sottile eppur affilato,
che rende ogni attimo irrisolvibile.

Il tuo volto, pallido e segnato,
racconta di tormenti sopiti,
sembra un ritratto dal tempo sfregiato,
cucito da sguardi melancolici.

E io, prigioniero,
sono intrappolato nella tua tristezza,
nella rete di un fato severo,
che impone il peso della debolezza.

Nel buio, cerco risposte,
un modo per spezzare queste catene,
ma l’eco di voci nascoste
mi stringe tra le tue vene.

Ogni passo avanti
è un passo più vicino al baratro,
dove il vuoto mi cinge, incessante,
senza luce né spiraglio d’atro.

Sono vincolato a te,
un amore che è più incubo,
una tela di ombre e di dèi,
che dipinge il cielo cupo.

Una morsa che stringe
fino a togliermi il respiro,
nel vento la sua eco si finge
un sussurro d’un tempo che avevo ammirato.

Il tuo sguardo, spettrale,
mi ricorda ciò che ho perso,
un’ombra oscura e letale
che nel mio petto s’è reso.

La libertà, la gioia,
svanite come fumo nella notte,
abbandonate a questa soglia,
dove l’anima tace e inghiotte.

La tua presenza è un peso
che non posso sollevare,
una nebbia che, lieve, ha steso
ciò che non posso scordare.

Un'ombra che si allunga
su ogni mio pensiero,
sussurra dolce e mi affonda,
nel baratro d’un tempo severo.

Ogni giorno è una battaglia,
ogni notte una resa,
una danza d’inganno e tenaglia,
una lama che sfiora e mi pesa.

Al richiamo insidioso
di un amore che distrugge,
io cedo il mio cuore impetuoso,
che, fragile, ancora si strugge.

Eppure, resto qui,
incatenato a questo dolore,
tra freddi sguardi e sospiri,
nell’ombra del nostro languore.

Incapace di liberarmi,
prigioniero del mio stesso cuore,
mentre il tuo sguardo sa domarmi
e nel buio affonda il mio ardore.

Tu, il mio tormento,
sei anche il mio rifugio,
un abisso che brucia ogni momento,
un canto che arde e mi illude.

Un paradosso crudele
che non posso abbandonare,
un sogno divenuto ormai catene,
che non oso né spezzare né amare.

Tu non parli, non ordini, non implori,
eppure la tua ombra mi stringe il cuore,
mi segui nei sogni, nei giorni e nei fiori,
come un veleno che profuma d’amore.

Sei assenza che pesa, silenzio che brucia,
sei catene che danzano senza un rumore,
mi tieni nel buio, mi plasmi e seduci,
senza toccarmi, mi stringi più forte.

Vorrei fuggire, ma il passo è già morto,
le mie vene son corde intrecciate alle tue,
il tuo nome sussurra da un tempo distorto,
il mio fiato si spegne in promesse mai sue.

E così resto, condanna adorata,
ti amo, ti temo, ti prego, ti vivo,
ombra e padrona, la mia croce velata,
mi uccidi e mi culli, mi strazi e ti lodo.

L'ombra che mi possiede testo di Midnight_Writer
4