Rivivere l'incanto della montagna

scritto da Fresia
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Testo: Rivivere l'incanto della montagna
di Fresia

 RIVIVERE L' INCANTO DELLA MONTAGNA

A volte, rovistando tra vecchie fotografie, saltano fuori ricordi sopiti. All’improvviso si fanno vividi, si rammentano situazioni che il tempo non è riuscito a cancellare, particolari che affiorano a poco a poco e che permettono di ricostruire momenti davvero preziosi.
E così, mi rivedo a tarda primavera, su un impervio sentiero tra rocce e pini mughi e, mentalmente, comincio a rivivere ogni momento di una giornata davvero speciale trascorsa con la famiglia.

Il sole comincia a scaldare, ma non ha ancora sciolto del tutto qualche chiazza di neve. Le secche e basse erbe, che crescono ad alta quota, stanno cominciando a rinverdire, emanando un profumo che solo a quelle altezze è possibile percepire.
Non si può descrivere a parole, non ha nulla a che fare con l’odore dei prati del fondovalle. E’ come se lo sentissi davvero, come se fossi lì e, ad un tratto, mi torna in mente anche quello delle negritelle, piccoli fiori dalla fragranza intensa, che fanno capolino durante l’estate tra la bassa vegetazione montana.
Non è facile percorrere quello stretto sentiero, ma la bellezza del paesaggio ripaga di ogni fatica.
Prima di prendere il bivio per il lago che vogliamo raggiungere, ci fermiamo per una sosta in un piccolo avvallamento del terreno e in quel punto, per la prima volta, riesco a sentire il vero rumore del silenzio. E’ una sensazione strana, quasi inquietante, ma evitiamo di parlare perché vale davvero la pena provarla.
Poi un frullo d’ali rompe quella sorta di incantesimo e un nero gracchio alpino si posa sulla croce che si trova al centro di quello spazio erboso. Non ne avevo mai visto uno così da vicino! 
Ci guarda incuriosito col suo becco giallo e le sue zampe rosse che ben lo distinguono dagli altri corvidi. Stranamente, non pare affatto intimorito dalla nostra presenza. E’ sempre emozionante incontrare qualche abitante della montagna, ma ora è meglio riprendere il cammino.

ll sentiero che porta al lago si è fatto ancora più stretto, c’è persino qualche breve tratto ghiacciato e, in alcuni punti, tende a franare. Eppure non vogliamo tornare indietro, l’importante è proseguire prestando attenzione e guardando bene dove si mettono i piedi. Siamo troppo ansiosi di arrivare. 
E l’entusiamo cresce, perchè tra i sassi vediamo spuntare i musetti di alcune marmotte.
Ci fermiamo ad osservarle. Comunicano con i loro fischi acuti, che diventano più forti quando un rapace comincia a volteggiare nel cielo. Le loro vedette hanno dato l’allarme ed eccole sparire in un lampo. 
Attendiamo fiduciosi e, una volta passato il pericolo, si mostrano di nuovo e ci permettono di ammirarle mentre si scaldano al sole o si rincorrono nella pietraia.
Ormai non dovrebbe mancare molto alla nostra meta e forse è il caso di non indugiare ulteriormente.
Ancora qualche sforzo e finalmente uno scenario incantevole si offre ai nostri occhi estasiati.
Incastonato tra le rocce, appare uno specchio d’acqua cristallina nel quale si riflettono le cime che lo circondano.
Vi si gettano sottili rivoli alimentati dalle acque del disgelo e un ruscelletto prende vita da quel piccolo bacino circolare, scorrendo sonoramente verso la valle sottostante. 
Vedere questi caratteristici laghetti alpini di origine glaciale è uno spettacolo che si ripresenta ogni volta che se ne raggiunge uno per la prima volta.  Sono simili, in realtà, ma ognuno ha un fascino particolare che resta impresso nella memoria. 
Qualche foto è d'uopo, manterrà vivo il ricordo di questa impegnativa, ma meravigliosa escursione.


 

Rivivere l'incanto della montagna testo di Fresia
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