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A volte mi serve riprendere in mano cose che avrei dovuto seppellire finite le scuole medie, ricordo una poesia di leopardi, l'unica che in verità, mi hanno obbligato ad imparare a memoria, e per questo si era meritata il podio dell'insopportabile.
Strano che a distanza di decenni, io l'abbia ricordata, e recitata per come la ricordavo, quanta ne ricordavo.
E siccome la memoria va scemando ma, fortunatamente internet è una cosa buona da usare per cose buone, l'ho cercata, trovata e riletta, con occhi nuovi, con curiosa fame, ripercorrendo quelle interrogazioni disastrose che mi hanno fatto odiare quelle strofe, mentre invece era si odio ma per la mia inettitudine e mancanza di zelo.
A questo punto dovrei rivelare il titolo di quella piccola perla che poco apprezzai e che molto apprezzo invece, oggi.
Magari più tardi...
Quello che vorrei condividere è una cosa che a me suona molto stonata:
Ho cercato il titolo della poesia nel mio motore di ricerca, e i primi risultati sono stati foto, dello scritto originale, poi, richiami al testo, poi annunci e dopo ancora, finalmente il testo...nulla di strano...se non fosse che dopo il testo, giusto uno o due risultati, sono usciti un numero inestimabile di video...video di una poesia!?
Video di gente che la legge, video di gente che la legge con una serie di fotogrammi messi li, video di gente che ci ha montato le foto dei fatti suoi, i il testo della poesia che scorre...
Cosa ci trovo di strano?
Beh il fatto che mi aspettavo molti più testi, documenti scritti, che audio-video...ho pensato che questa presenza di video, fosse l'interpretazione dell'algoritmo, e che quindi, moltissime persone richiedessero qualcuno che leggesse al loro posto...ok, se cerco Gassman che mi legge una poesia, o un testo qualunque può avere senso...ma tutto il resto?
Gli altri non hanno i miei gusti, Ok ci sta...tuttavia mi è salito un pensiero, e se la gente comune, non avesse più voglia di leggere? Se da piacere profondo, quasi autoerotico, il leggere fosse diventato un lavoro, sentito come non ilutile, e internet lo facesse diventare non indispensabile...staremmo diventando una società iper connessa, iper dimensionata, ma ipo acculturata...credo, che la cultura, sia il frutto di fatica e impegno, internet ci rende tutto più immediatamente fruibile, consultabile, senza sforzo, lavoro, impegno e fatica...e se senza questo, non riuscissimo più a fare nostri, concetti, opere, testi, anche fondamentali? Gli insegnamenti delle favole, non sono diretti e univoci, ma ognuno deve leggerne il testo e comprarlo con le proprie esperienze e punti di vista, per trarne un succo che possa poi essere distillato e usato come insegnamento...non è che cercando soluzioni immediate a questioni semplici, rischiamo di scollegarci con il nostro database personale, e generare incapacità generale?
Grazie per avermi letto fino a qui...meritate, se lo volete sapere, quale poesia abbia fatto scaturire questo pensiero...L'INFINITO di G.Leopardi, anche se sono convinto che qualcuno lo avesse giá capito dal titolo...