Quando parliamo L’inadeguatezza mi convince a sintonizzare la lunghezza d’onda dei miei pensieri su un piano di elaborazione superiore
torturandomi con la rianalisi minuziosa, del mio già robotico essere Sempre sbagliato
Ed ogni parola detta risalta agli occhi con una sottolineatura in rosso a ricordarmi che ce ne erano di migliori che avrei potuto usare
E che non ho usato
Ed ogni gesto lanciato nel vuoto e mai raccolto lasciato nel vuoto a risuonare nell’aria che con esso si sposta mi comunica di aver disturbato la quiete stasi della polvere Inutilmente
E tu che leggi tutto questo sorridi pensandomi una bambina che gioca a fare l’adulta
Non rispondendo mi lasci a correggere errori che non ho mai commesso
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