Lì, dove il cielo s'offende cupo e tremendo
e nOn un lume che sia astro o lanterna,
non un conforto
che sia gioco o taverna
converta le sorti
dell'anima gonfia e mesta,
arrivi tu,
luna gitana di migrante misericordia
e splendi di avventura, canti notturni
e gioia immodesta.