Mondo.

scritto da Giullare della morte
Scritto Ieri • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Mondo.
di Giullare della morte

Sono seduto in un bar, sfogliando un giornale messo a disposizione dalla direzione per la clientela. Una sfogliata velocissima, come un lampo di luce che si staglia su un cielo di carta, e mi accorgo che l'anima del Mondo ormai è andato a farsi fottere. Gli occhi balenano da un titolo all'altro, soffermandosi su un articolo: c'è scritto che un prete si lamenta del fatto che i fedeli stiano scarseggiando.
«L'immenso e valoroso esercito di fedeli di una volta, che affollava le chiese, si è ridimensionato a quattro o cinque panche messe a trincea, su cui si sono acquattati i pochi, valorosi e impavidi fedeli rimasti. Imbracciano il Rosario a mo' di riparo nucleare per difendersi dalla Terza guerra mondiale, o per lenire artrite, artrosi e ogni accidente di questo mondo. E perché no, per farsi dare qualche numero vincente al lotto, visto quanto costano le medicine».
Due signore, fra un sorseggio di caffè e l'altro, parlano di come sia strana la vita: ambigua e mai comprensibile. Per questo sono sempre in cerca di uno spirito guida per rovistare fra la melma e le macerie, così da cavarci qualcosa di limpido e puro, e capire come acchiapparlo. Ambedue hanno occhi agitati, come se il maestrale soffiasse nelle loro orbite, con varie smorfiette e faccine infantili che si danno il cambio sullo stagionato e colorato viso. Il volto è più che pittato di cosmesi e trucchi vari per barare sull'età e per non fare risaltare le increspature e la giocata vincente della vecchiaia, ben sapendo che il tempo tiene sempre il banco ed è armato del pennello da pittore.
Sono imbellettite di tutto punto già di primo mattino. I corpi sono impiumati di panni colorati e di marca. Manca loro solo da modellare i capelli tinti a cresta per sembrarmi due galline intente a covare la chicca della giornata. Ogni tanto mi adocchiano, ma non perché le attragga. Macché! Osservano a che punto io sia nello sfogliare il giornale; sono impazienti come un fedele che aspetta qualcosa che squarci le tenebre per vedere, da lì, spuntare il barbuto faccione di Dio e farsi portare in giro per l'Universo.
Mi alzo, avviandomi verso la cassa del bar per pagare la colazione; una delle due, con uno scatto da centometrista, si precipita con foga sul giornale, emettendo dalla bocca quasi un ringhio. Fa come un cane che vede un arruffato e miagolante gatto, lo sbeffeggia e lo fa incazzare. Preso il bottino di guerra, si risiede a fianco dell'amica e inizia a sfogliare precipitosamente il giornale, saltando le notizie più importanti. Sembrano due tizie che stringono nelle mani un telecomando di carta: fanno nervosamente zapping e poi si fermano, rimanendo sospese nel mondo a loro più confacente. Poi gettano il telecomando sul divano perché qualcosa ha stoppato le loro ditina.
Si sono fermate su una pagina, con gli occhi ben aperti e attenti. Restano in apnea meditativa, con gli occhi che gorgogliano stupore sul trafiletto dell'oroscopo. Dopo un paio di minuti, una delle due donne inizia a parlare e a gesticolare con le mani, come fa un vigile urbano in mezzo a una strada quando regola il caos del traffico. Sta regolando il flusso di notizie che giunge dal ghirigoro dell'oroscopo e che le attraversa gli occhi:
«Ecco! Vedi! Avevo ragione! Oggi non è giornata per fare certe cose. No! No! Dice che devo rimandare a domani. Lo dice Branko. E lui non sbaglia mai riguardo al mio destino».
L'altra amica le va a ruota: «Meno male, va'. Poi oggi in televisione ho sentito quel politico, quel politico che a noi piace tanto, dire che l'Italia è in risalita e va a gonfie vele».
Il prete dovrebbe leggere di più l'oroscopo e accendere la televisione, per capire chi gli ha svuotato il pollaio.
Mondo. testo di Giullare della morte
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