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L'Istante che ci è Donato
Un giorno si chiuderà l’ultima pagina del libro più amato,
e la canzone che ci ha tenuto compagnia nel buio
si dissolverà nella pioggia come un eco lontano.
L’alba consumerà il suo breve incendio di porpora e cenere,
e noi, silenziosamente, prenderemo la via dell’orizzonte.
Svaniremo dai campi, dalle città e dalle case dimenticate,
come rugiada che il sole raccoglie al mattino,
e forse diventeremo una luce lontana,
una stella accesa nello stupore di uno sguardo.
Un giorno tacerà perfino l’eternità,
e le parole, leggere come pioggia sui vetri,
scivoleranno via verso mari sconosciuti.
Tutto ciò che la giovinezza ci aveva regalato
si raccoglierà nell’ultimo punto di una poesia incompiuta.
Chi aveva promesso il sempre
potrà smarrirsi nel vento delle stagioni,
e noi, che abbiamo imparato il dolore degli addii,
sapremo che ogni assenza porta il nome
di qualcuno che un tempo ci ha attraversato l’anima.
Un giorno non resteranno né lacrime né paure.
Le inquietudini si scioglieranno nell’abbraccio delle stelle,
e deporremo il peso di noi stessi
come un mantello consumato dal tempo.
Le ferite perderanno memoria,
i sogni lasceranno andare il proprio volto,
e ogni cosa che oggi ci sembra immensa
tornerà polvere nel respiro dell’universo.
Perché un giorno finirà tutto ciò che siamo stati,
e il domani smetterà di bussare alla nostra porta.
Abbiamo rincorso cose, accumulato giorni,
cercato salvezza nelle mani degli altri,
riempiendo il cuore di ciò che passa
e dimenticando ciò che resta.
Eppure il segreto della vita è semplice:
amare questo sole che ci sfiora il viso,
questa voce che ci chiama per nome,
questo battito che ancora ci appartiene.
Amare l’oggi senza riserve,
questo respiro, questo istante fragile e meraviglioso,
perché l’eternità, forse,
non è altro che il miracolo di un adesso vissuto fino in fondo.