A me gli occhi- cap. 4

scritto da Giulio Grisolia
Scritto 14 anni fa • Pubblicato 14 anni fa • Revisionato 14 anni fa
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Autore del testo Giulio Grisolia

Testo: A me gli occhi- cap. 4
di Giulio Grisolia

Sono solo discorsi stupidi. Basta, che mi si porti in braccio così non lo posso più sopportare. Ormai non so neanche più quanto tempo ho già perso per colpa di questa donna. Ed eccola che ha ripreso a guardarmi, sembra quasi si accorga di qundo penso male di lei. Prende il dito e mi indica qualcosa, aggiungendo: -”Ma che se ne sta a fare quello lì?”.
Seguo il dito e m'accorgo di un uomo poco lontano, in disparte, intento a disperarsi e a piangere riempiendo d'acqua l'elegantissimo vestito che ha addosso.
-”Porello, non si può a fare finta di nulla. Andiamo appunto a consolarlo” midice trascinandomi di conseguenza con sé. Ci avviciniamo, ma mentre che stiamo per raggiungerlo arriva un altro uomo e ci anticipa chiedendogli il motivo di tanta tristezza.
-”Fermiamoci qui subito dietro ad ascoltarli, che se “il campione” avesse bisogno di un aiuto...” mi sussurra intanto la donna con una punta di nervosismo verso l'uomo che è stato più veloce di lei. Lo osservo un attimo, proprio all'uomo che ci ha anticipati, e non capisco come possa avere l'arroganza di mettersi a consolare e a dar consigli a qualcun'altro per come è ridotto: la barba lunga, i vestiti sporchissimi, dell'odore meglio non parlarne nemmeno. Intanto seguita a insistere parecchio con l'altro che però continua a piangere senza rispondergli... -”Vorrei solo saper perchè sei così triste, che ti costa dirmelo?”
L'altro lo guarda e si sfoga finalmente: -”Vuoi proprio saperlo? Un giorno mia moglie mi ha detto: “Caro, ti dispiace se vado acomprare le sigarette? Tanto ci metto pochissimo”. Da allora non l'ho mai più vista”. L'uomo che era arrivato a consolarlo stranamente non sembra per nulla sorpreso dell'accaduto e continua nel suo intento... -”su che ti poteva capitare di peggio. Ricorda: in qualsiasi situazione ci si possa trovare, al mondo c'è quasi sempre qualcuono messo peggio di te. E comunque è sempre inutile restarsene a piangersi addosso”.
-”Queste sono le tipiche frasi di circostanza” ribatte l'altro continuando a piangere.
-”Ti posso assicurare che è vero”.
-”E allora fammi un solo esempio di qualcuno messo peggio di me, uno solo me ne basta”.
L'uomo smette di consolarlo e ora sorride, sospira, e con un gesto delle mani indica il suo stato pietoso... -”Guardami per favore, mi vedi come sono ridotto? Vuoi saperne il motivo? Un giorno mia moglie mi ha detto: “Caro, ti dispiace andare a comprarmi le sigarette? Ci metti pochissimo”. Tempo che io tornassi, aveva già cambiato la serratura di casa. Da allora non l'ho mai più vista”.
Una volta smesso l'altro di lamentarsi l'uomo, riuscito nel suo scopo, lo saluta e fa per allontanarsi. Solo allora mi ricordo del mio stato e guardo la donna che mi tiene tra le braccia. Lei non se ne accorge e continuo. Niente, segue con lo sguardo l'uomo che se ne sta andando come ne fosse rimasta folgorata per come ha saputo gestire la situazione. E dà l'impressione di non ricordarsi neanche di stare portarmi ancora in braccio. Ecco che improvvisamente rinsavisce e inizia a correre verso l'uomo, lo raggiunge... ma sbaglio o quella è la stessa espressione che aveva prima mentre mi si dichiarava? Ho un pessimo presentimento. Lo ferma, gli sorride e gli dice ingenuamente come nulla fosse: -”Scusa, me lo dai un pizzicotto?”. La vittima la guarda, poi chiede: -”Come un pizzicotto, ma perchè?”. E lei subito: -”Perchè? Perchè da quando ti ho visto, mi sembra di sognare...”
-”Mi dispiace, con le donne ho chiuso” risponde l'uomo prendendo velocemnte ad andarsene, e in poco tempo è già scomparso dalla nostra vista.
-”Scusi un attimo Vita... e io?” le dico sottovoce per ricordare la mia presenza, forse è la volta buona che faccio in tempo a uscire da questa situazione.
-”Ah, scusa. Guarda che comunque io e quello stavamo solo... stavamo solo... discutendo di indicazioni stradali. Gli stavo chiedendo se qui nella vicinanza c'è a trovarsi qualche bel posto comodo in cui riposarsi”. Come no. Anche se pensandoci non è micauna brutta idea la sua, forse una volta che smette di tenermi tra le braccia e si distrae...
A me gli occhi- cap. 4 testo di Giulio Grisolia
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