(Frase: 3, 6, 12, 3, 7)
Composizione:
La 21° e la 14° lettera dell’alfabeto
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Cfr. tra il quadro “Amor vincit Omnia” di CARAVAGGIO e i seguenti versi di G. PASCOLI:
“E uccelli, uccelli, uccelli, che il buon uomo
via via vedeva, e non potea comprare:
per terra, in acqua, presso un fiore o un pomo:
col ciuffo, con la cresta, col collare:
uccelli usi alla macchia, usi alla valle:
scesi dal monte, reduci dal mare:
con l'ali azzurre, rosse, verdi, gialle:
di neve, fuoco, terra, aria, le piume:
con entro il becco pippoli o farfalle. ”
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Cfr. tra il quadro “La merlettaia” di J. VERMEER e i seguenti versi di G. CAPRONI:
“Com’era acuto l’ago
e agile e fine l’estro!
Raccolta entro quel vago
bianco odore di fresco
lino, oh il ricamare
abile come la spuma
trasparente del mare.
Nel sole era il cantare,
candido, d’un canarino.
Vedevi il capo chino
(e acre) strappare
coi denti la gugliata
nuova per ricominciare.
Livorno tutta intorno
com’era ventilata!
Come sapeva di mare
sapendo il suo lavorare!”
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la 4° lettera dell’alfabeto
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Cfr. tra il quadro “Natura morta con strumenti musicali” di Ch. LOYEUX e i seguenti versi della DIVINA COMMEDIA:
“E come i gru van cantando lor lai,
Facendo in aer di sè lunga riga;
Così vid’io venir, traendo guai ,
Ombre portate dalla detta briga:
Per ch’io dissi: Maestro, chi son quelle
Genti, che l’aer nero sì gastiga?”
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La 12° lettera dell’alfabeto
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Cfr. tra il quadro “Natura morta con gatto e pesce” di J.B.S. CHARDIN e i seguenti versi del PETRARCA:
“Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avvolgea,
e 'l vago lume oltre misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sì scarsi;
e 'l viso di pietosi color farsi,
non so se vero o falso, mi parea :
i' che l'esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di subito arsi?”
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La 4° lettera dell’alfabeto
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Cfr. tra il quadro “Ritratto di Carlo V a cavallo” di TIZIANO e i seguenti versi dell’ILIADE (trad. di V. Monti):
“Raccolse al terminar di questi accenti
l'elmo dal suolo il generoso Ettorre,
e muta alla magion la via riprese
l'amata donna, riguardando indietro,
e amaramente lagrimando. Giunta
agli ettorei palagi, ivi raccolte
trovò le ancelle, e le commosse al pianto.
Ploravan tutte l'ancor vivo Ettorre
nella casa d'Ettòr le dolorose,
rivederlo più mai non si sperando
reduce dalla pugna, e dalle fiere
mani scampato de' robusti Achei.”
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la 19° e la 3° lettera dell’alfabeto
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Cfr. tra il quadro “Piatto di frutta con asso di fiori” di G. BRAQUE e il seguente testo dei METALLICA:
“I can't remember anything
Can't tell if this is true or dream
Deep down inside I feel to scream
This terrible silence stops me
Now that the war is through with me
I'm waking up, I cannot see
That there is not much left of me
Nothing is real but pain now
Hold my breath as I wish for death
Oh please, God, wake me.”
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Il risultato è qualcosa che difficilmente si potrà leggere su questo sito (… e, forse, neanche in altri…)
PER VERSIS VERBIS testo di Perverba