Su una linea distesa tra le spodne di un abisso e non importa se ci sono due, tre o quattro mila metri di profondità sei chiamato ad attraversare Te stesso per la ricerca dei diamanti nascosti
Per comodità trovate scorciatoie, deviazioni pur non salire la strada dovuta priorità inventate hanno preso il sopravvento prima ha cominciato sparire il rosso poi il giallo e infine il blu sèguito di lasciarmi infinocchiare
Col timore di precipitare giù e perdere la vita che non vale ma anche di mantenere le distanze staccato dalla voce interna con la doppia angoscia di un sempre salvato da un piano B cerco di trovare il coraggio per sentirmi vicino
Faccio un primo passo, un secondo un terzo vacillo, non ce la faccio, sento lacrime scivolare non guardare giù! non guardare giù! Calma! calma
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