Contenuti per adulti
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C’è una bambina che ha imparato presto
che l’amore può svanire in una goccia,
che i padri a volte volano via
e ti lasciano in un mondo
troppo grande da attraversare da sola.
Da quel giorno il cielo
non fu più solo cielo,
ma una ferita che restava aperta
anche quando non pioveva.
Dopo allora, ogni giorno è stato miele e spine:
una casa col rumore delle assenze,
conti da far tornare
e sorrisi da cucire
sul volto di un fratello da proteggere
quando lui stesso vacilla.
Ma la forza di questa ragazza,
non è scelta ma necessità.
Una casa fatta di sacrifici,
dove ogni sorriso ha il prezzo
di una bolletta da pagare,
di sogni accantonati
e una madre che spesso
non sa vedere
quanto pesa ogni suo passo.
Studia medicina per curare gli altri,
mentre dentro cerca una cura per se stessa.
Ma la pressione la stringe come un nodo alla gola.
L'università diventata non solo studio,
ma sopravvivenza.
Tra libri che sanno più di dovere che di sogni,
con la mente stanca
e il cuore pieno di promesse non dette.
Tra appelli d’esami
e giorni in cui l’unico traguardo
è non crollare del tutto.
Lei deve farcela.
Per tutti.
Per non pesare.
La fiducia le è stata rubata
da chi chiamava amici
e invece ha lasciato cicatrici
che nessuno vede
ma che lei sente
ogni volta che si guarda allo specchio.
Eppure lei non si è spezzata del tutto.
Lei è ancora qui.
A pezzi, sì,
ma ogni pezzo racconta una battaglia vinta.
È rimasta qui, piccola ma viva,
come un’ape d’inverno,
che resiste anche quando il fiore non c’è più.
Perché lei è come le api:
lavora nel silenzio,
tiene insieme l’ordine invisibile
anche mentre il suo stesso alveare cade a pezzi.
Le api non urlano,
non chiedono.
Ma senza di loro
la vita smetterebbe di fiorire.
E anche lei,
col suo coraggio nascosto,
sta tenendo in piedi più mondi
di quanti sappia.
Un giorno tornerà la primavera,
e vedrà per davvero i colori dei fiori.
Un giorno volerà
non per scappare,
ma per cercare la sua luce.
Ed io saprò
che ce l’ha fatta.
Non perché non ha mai sofferto,
ma perché,
come le api,
ha trasformato il dolore
in qualcosa che nutre.