Non vedo più il mio sentiero.

scritto da Vindica
Scritto 13 anni fa • Pubblicato 13 anni fa • Revisionato 13 anni fa
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Autore del testo Vindica

Testo: Non vedo più il mio sentiero.
di Vindica

Non vedo più il mio sentiero.
Avvolto in foschie remote e spesse.
Cammino alla cieca, senza la possibilità di trovare un appoggio.
Sgrano gli occhi per individuare un percorso ma non c’è luce, non c’è vento.
Annaspo nella mia ansia di trovare una via di fuga, ma ho gambe troppo pesanti per correre.
Mi siedo, cerco di riprendere fiato e tocco la terra sotto di me: anch’essa ora mi è nemica: arida e dura, nessun filo d’erba a facilitare il mio riposo.
Chi dovrei invocare per essere raggiunta? Quando avrei smarrito la mia bussola? Dove avrei sbagliato la fermata in questo interminabile viaggio?
Non posso tornare indietro, la strada alle mie spalle è bloccata da macigni di vecchia data.
Non posso proseguire non conoscendo la direzione. Devo rimanere ferma in preda alle mie ansie.
Chiedo a loro consiglio per come proseguire, ma loro sono megere.
Mi ricordano il prezzo da pagare quando si affida la fiducia in mani labili e fugaci.
Forse non era tempo che arrivassi fino al quel punto del mio cammino, quindi ora non c’è nessuna prosecuzione per la mia dolente anima.
Forse non sarà mai tempo per uscire vittoriosa come il miglior viaggiatore esperto.
Non sono pronta per disegnare la mappa del mio tempio nascosto tra le sterpaglie.
Se solo avessi un’aurea in grado di guidarmi su questo pendio desolato.
Rimango ferma a pensare alle mie decisioni, ai bivi superati, agl’angoli raggirati.
Avrò preso le decisioni giuste? Avrò seguito il sentiero tracciato per me? Mi sono forse persa nell’arco della mia esistenza? Chi mi ha spinta fuori strada?
Penso all’acqua passata sotto le mie mura, a cosa potrebbe essersi portata via da me, dal mio interno.
Troppe cose mancano ormai all’appello, cose lontane e dimenticate, troppo velocemente da non aver avuto il tempo nemmeno di dare un addio a quello che mi era più caro.
Ma ora è tardi per tutto; ora non è possibile nemmeno un cambio di rotta.
Proseguo senza sapere cosa mi aspetta, dove mi troverò e con cosa dovrò ancora scontrarmi ed imbattermi.
Ho paura dei miei passi perché non sicuri, non mi fido delle mie forze ormai troppo deboli.
A cosa dovrei appigliarmi ora? Alla speranza di una luce amica che mi guidi? Ad una voce sconosciuta che mi indichi la direzione?
Ma buio e silenzio ora sono intorno a me.
Rimango ancora incagliata in un vortice di domande senza risposte, che generano altri interrogativi nascosti dietro finti ricordi.
Ma ero veramente io quella che un tempo correva felice su questa via?
Quel ricordo è presente ma sembra che non mi appartenga più.
Sembra tutto una finzione per nascondere questa attuale desolazione, come se volessi celare la realtà che sprazzi di sorrisi non fanno una intera esistenza.
Stanca mi accovaccio come una bambino spaventato dall’assenza dei suoi affetti.
Ma, in realtà, è questo il vero modo in cui mi sento.
Non vedo più il mio sentiero. testo di Vindica
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