Nickname e identità (ir)reali

scritto da Sere
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Una controversia che dovrebbe trovare la giusta conclusione.
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Testo: Nickname e identità (ir)reali
di Sere

Da tempo desideravo affrontare il tema dei nickname, dei nomi d'arte, o per lo meno di qualsiasi identità fittizia atta a nascondere quella reale.
Ne volevo discutere perché, negli ultimi tempi, nel sito ho riscontrato parecchie mancanze di rispetto nei riguardi di chi non desidera farsi riconoscere.


Il nome d'arte, nel mondo della letteratura è sempre esistito. L'hanno indossato scrittori famosi del calibro di King e della Rowling, al fine di non essere riconosciuti dai fan assuefatti dal loro solito modus operandi. Questi scrittori crearono identità fittizie per tentare di esprimere i lati nascosti della loro personalità che, altrimenti, non sarebbero stati necessariamente accettati dai lettori più accaniti: la Rowling impersonò un personaggio maschile per scrivere un romanzo molto diverso dalla sua opera magna (Harry Potter), mentre King creò un suo alter ego per scrivere romanzi e racconti più "terra-terra", lontani qualitativamente dai capolavori come IT o L'ombra dello scorpione.


Questa breve spiegazione è dovuta, perché, molti autori, tendono a nascondere alle loro stesse famiglie le opere pubblicate in siti come questo, pertanto nessuno dovrebbe avere il diritto di richiedere forzatamente l'identità reale del prossimo, tantomeno additandolo come "Nickname" in modo dispregiativo.
Su questo desidero ampiamente sottolineare l'ipocrisia che si nasconde dietro questi atti spregevoli: a molti autori di questo sito fa comodo ricevere commenti positivi da svariate persone che indossano un nick, ricambiando con piacere nel loro operato. Eppure... non appena scoppia un diverbio tra il nick di turno e l'autore commentato, sorpresa sorpresa! L'autore in questione comincia a dire frasi del tipo "rivela la tua identità reale!" "Perché dovrei parlare con uno che si nasconde?" "Sei solo un Nickname" "Fammi vedere chi sei e anche la tua foto, se hai coraggio!".


Ecco dov'è insita la peggiore ipocrisia: dove sta scritto che gli autori che indossano nomi e cognomi reali, qui dentro, siano davvero "reali"? Chi vi dice che Serena Altieri in realtà non si chiami Giangiulio Trerruote? Davvero possiamo essere sicuri di chi abbiamo di fronte, in un mondo virtuale?
La risposta è certamente no, e non dovrebbe assolutamente avere importanza, perché non siamo qui per fidanzarci o per avere un rapporto di chissà quale natura (ci sono appositi siti, per scopi del genere). Ci iscriviamo in spazi come questo solo ed esclusivamente per fare letteratura e per confrontarci.


Altra questione è quella dei troll, naturalmente, ma neanche è detto che questi ultimi si mascherino. Personalmente, ho conosciuto svariati troll con identità reali in bella mostra, senza vergogna.
Vi dico questo perché, secondo il mio parere, bisognerebbe giudicare una persona solo in base a come si comporta, e non per l'identità che sfoggia.
Stiamo sfiorando il ridicolo, qui dentro, credo sia ora di darci una regolata.
Nickname e identità (ir)reali testo di Sere
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