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Arietta
Rinserra azzurro il pelago,
nell'onda sua graziosa,
la perla più preziosa,
il vago suo tesor.
Il ciel, nel chiostro altissimo,
rinchiude dolcemente
la stella più splendente
di fulgido chiaror.
Distende il manto esile,
di brine ancor gemmato,
sul fior il verde prato,
pervaso di timor.
E, con l'argenti liquidi,
il murmure ruscello
ai sassi fa suggello,
velandone i color.
Così, dolente e trepido,
può il core mio sperduto,
temendone un rifiuto,
nasconderti 'l suo amor.
Orsù, ninfa dolcissima,
il vago tuo sorriso
mi rechi quell’avviso,
che plachi 'l rio languor!