Abbassa la voce, ti sento…anche se parli un po più piano.
E non stringermi i polsi, mi fai male.
Non negarlo,
non è la prima volta che ti accanisci contro di me.
So dove vuoi andare a parare:
quell'uomo è solo un collega di lavoro,
quando ci hai visti insieme eravamo in pausa pranzo,
stavamo andando a prendere un caffè.
Ma non lo vedi? Questa gelosia ti uccide.
e sta uccidendo anche me.
Abbassa la voce e lasciami, che mi fai male!
La bambina dorme.
Ricordi? La gioia nell'attenderla,
la frenesia nel comprare le tutine, le scarpette,
l'ansia durante il travaglio,
tu che la attendevi eccitato e preoccupato
nel sentirmi strillare in sala parto,
il dolore lancinante e l'immensa felicità nel vederla nascere.
I suoi occhi diventarono fin da subito ragione di vita per noi.
Ed è in quegli occhi,
che io trovo la forza per andare avanti.
Non voglio che lei pensi male di suo padre,
una volta cresciuta.
Non dovrà mai sapere del male che mi hai fatto.
Non deve sapere dei lividi sul mio corpo
e neanche della coltellata di un anno fa.
Non voglio dipinga suo padre come un mostro,
perché tu non sei un mostro, vero?
E adesso? Perché mi hai dato un pugno?
Solo perché straziata dal dolore,
sto sfogando il mio malessere?
Abbassa la voce, ti prego.
La nostra vicina sta bussando,
sono le due di notte e la gente vuole dormire.
Aprile, dille che va tutto bene,
che non mi stai facendo del male.
E' solo una piccola discussione,
una piccola incomprensione, una delle tante
e che terminerà con noi due nel letto,
che facciamo l'amore.
Aspetta, prima di aprire la porta,
lascia che io pulisca
queste gocce di sangue da terra.
Non voglio che le veda.
Ti ho preso un regalo, sai? Va a vedere, è lì nell'armadio.
Era un regalo per il tuo compleanno, che è tra due giorni.
È nella scatola rossa, puoi prenderlo. È un album
con le nostre fotografie.
Contiene attimi vividi di noi,
istanti di felicità, momenti in cui ci amavamo ancora,
perché tu non mi ami più...vero?
Abbassa la voce, ti chiedo
e ti prego, lasciami!
Basta con gli schiaffi!
Sì lo so, so che non ti importa
di quel regalo.
Okay, ti ho mentito. Lo ammetto.
Quell'uomo non è solo il mio collega di lavoro,
è il mio migliore amico.
Gli avevo chiesto di accompagnarmi
a scegliere il tuo regalo,
avevo bisogno di un consiglio da uomo,
un supporto.
Volevo stupirti. Eravamo fuori dal negozio
di fotografia, quando ci hai visto.
Che c'è? Non mi credi?
Abbassa la voce, te ne prego,
la vicina ha già chiamato i carabinieri.
A momenti arriveranno.
So che non hai paura, so che sei arrabbiato.
Ti chiedo scusa.
E non dirmi che sono una troia.
Non ho mai smesso di amarti,
anche se avevo tutte le ragioni per farlo.
E ora che fai? Perché mi butti sul letto? Vuoi far l'amore?
E adesso? Perché hai preso il cuscino?
Fermo! Calmati. Rifletti.
Pensa a ciò che abbiamo passato,
agli ostacoli superati,
alle battaglie vinte.
Non ci siamo mai arresi.
Ho rinnegato i miei genitori,
la mia famiglia, pur di averti accanto.
Ricordi? Non gli andavi a genio.
Ma io ero accecata dall'amore
e ora sono accecata da te.
Prima di farlo però aspetta, ho una cosa da dirti:
tra poco, quando sarà tutto finito,
va da Chiara, nostra figlia,
falle una carezza e dille che sua madre
la ama tanto. E anche se non potrà mai più rivederla
dille che sono accanto a lei e che ci sarò sempre.
Prenditi cura di lei, affinché ti ami
e sappia che suo padre non è un mostro.
Abbassa la voce ora...me ne sto andando.
Abbassa La Vioce testo di IlariaAnima