Ho pianto tanto da non ricordarne il motivo
Ho pianto tanto che ora non so piú farlo
E se anche né sentivo il bisogno
Ho ingoiato urla e lacrime
Adesso scrivo rime per sfogare il marcio della vita
Poesie canzoni divenute come figli
Ora vivono nella mia voce e su fogli
Apro gli occhi su un paesaggio arido
Non mi appartiene
Sento gelare il sangue nelle vene
Mentre sfogliando un giornale
Vedo storie di vita che non vorrei esistessero piú
Io ero una di quelle anime spezzate
Giudicate finite in un loop di dipendenze
Sfuggendo da mancanze ed abusi
Troope voci ferme nelle gole
Non verranno mai ascoltate
Ho scelto la musica per darle fiato
Per chi come me ha imparato
Per chi ha rinunciato
Senza avvelenare temporaneamente l'anima
Per non ascoltare le mille voci che giudicano...