L'utile o il danno,
ch'ei conoscer dee solo, è ciò che giova
o nuoce alla sua patria
(Metastasio)
Ecco una perla del giornalismo nostrano pescata dal Manifesto del 04 Ottobre 1997. Marco Calabria: Travolti dai flussi “Le leggi non bastano. Sono strumenti utili ma non sufficienti per risolvere il "problema" dei flussi migratori, ormai inarrestabili. Questa la più rilevante conclusione cui è giunta la Conferenza internazionale sui flussi migratori mediterranei, organizzata a Bari dal Consiglio d’Europa e dalla regione Puglia. Non è chiaro se il "problema" è dato dal fatto che i flussi sono inarrestabili o se invece i flussi sono un problema in sè. Certo l’Europa e, tracciate le debite differenze, la Puglia continuano a sentirsi assediate. Poco importa che da tempo ricercatori, studiosi e, più recentemente, diversi ministri abbiano riconosciuto la rilevanza dell’apporto degli immigrati per le economie delle nazioni che li ospitano”. Stendendo un velo pietoso sulla stolta affermazione riguardo i flussi che sarebbero inarrestabili, neanche si trattasse dell’esercito cinese che sbarca in massa a Lampedusa, o di un meteorite destinato a schiantarsi sulla nostra martoriata Italia (1), vorrei far notare come questo giornale, che si dice comunista, pur di legittimare quest’orroroso abbattimento di apocalittiche valanghe di stranieri sulla nostra Patria (parola sacra per ogni essere umano “cui la patria é un idolo”- Berchet-, ma che ai sordidi sacerdoti del falce e martello nostrano suona peggio di una bestemmia in faccia al Papa) addirittura faccia proprie le luride motivazioni da Arpagone proclamate da altri ambienti ai quali dovrebbero invece essere contrari. É incredibile dover leggere proprio sul Manifesto una frase quale: “Poco importa che da tempo ricercatori, studiosi e, più recentemente, diversi ministri abbiano riconosciuto la rilevanza dell’apporto degli immigrati per le economie delle nazioni che li ospitano (2)” la quale meglio si attaglia uscendo dalla bocca di uno spregevole “cupidinario” che di un “compagno” ma la veritá é che pur di far digerire a tutti i costi al popolo italiano quest’atra invasione (proprio cosí: INVASIONE! Altro che le ipocrite virgolette usate nell’articolo (3)) tutto va bene, anche dover difendere per un momento (il tempo necessario a propinarci la solita tiritera stonata su quanto siano utili gli immigrati) i calcoli spregevolmente utilitaristici dei nefasti sacerdoti della globalizzazione (4). Ma vi rendete conto? Un quotidiano comunista che difende un’economia letale che si pasce dello sfruttamento di un nuovo proletariato creato a proprio uso e consumo stravolgendo la storia e la geografia umana e facendo delle nazioni degli assurdi guazzabugli di etnie e razze e che edifica villini col sudore di nuovi schiavi mentre veleggia beatamente nel lussuoso conforto dei suoi yacht sull’amaro mare di gemiti della Patria agonizzante! Ma che cosa importa al popolo italiano del benessere di questa fosca economia che non é al suo servizio? Milioni di disoccupati, milioni di poveri, milioni di compatrioti afflitti dalla mancanza di un proprio focolare e che quotidianamente sono costretti, da uno Stato che li ha abbandonati per ovattare con il suo sguardo caritatevole gli immigrati, a trascinare una misera vita affardellata da angustie inascoltate tra le strade sempre piú insicure di quelle superbe cittá d’Italia, che fino a pochi anni fa erano incantevoli scrigni pregiati di una somma bellezza, frutto di un’elevata storia millenaria e ridotte in questo meschino e torbido presente di barbarie, a spregevoli letamai dalle orde del Terzo Mondo… No meschini borghesucci! Voi non ci ingannate con l’assordante tiritera volta a inneggiare alle “meravigliose sorti ed economiche”. Il vero popolo italiano non puó avere a cuore questa lurida economia che siede tra i grandi del pianeta ma non sa dare una casa ai suoi terremotati. Vada alla malora questo cancrenoso sistema che fa della morte della Patria e dell’estinzione della nostra identitá una risorsa da perseguire con bestiale ardore (5) per ingrassare al massimo una spregevole fauna di padroncini cafoni e schiavisti! “E saranno sempre più "poveri" di chi arriva indossando tre paia di pantaloni per far più ricca anche la loro economia”. Termina l’articolo con questa lirica sviolinata (animata, tanto per cambiare, da quel lurido spirito bottegaio che rappresenta il vero scopo di tutta la falsa eloquenza dei paladini di un’orrida Italia arlecchino) che attraverso un uso ingannevole della metonimia vorrebbe dipingere, a proposito della menzogna al servizio del Verbo immigrazionista, questi novelli argonauti come dei filantropi che, lungi dal pensare minimamente a se stessi, decidono di pagare milionarie somme a dei mafiosi pur di raggiungere l’Italia e sgobbare per farci ricchi. Ce li vedo proprio: “presto, dobbiamo approdare in Italia perché il popolo italiano ha bisogno di noi” “Mamma non piangere, non posso rimanere insensibile al grido di dolore del popolo italiano che giunge fino a noi” e ovviamente, quando poi gli vengono assegnate le case popolari allora scendono in piazza e manifestano a favore dei poveri senza casa italiani. “Se siamo venuti in Italia è perché vogliamo costruire un futuro, migliorare le nostre condizioni, mettere da parte i soldi”. “La mia vita la vedo come una scala - spiega Azad - e ogni giorno segno un gradino, un successo. Devo arrivare fino in cima, voglio avere tutto” (6). Altro che i folli vaneggiamenti retorici della mentecatta filantropia esterofila, questi vengono sospinti solamente da sfrenate concupiscenze. Note: (1) Se i flussi possono essere considerati inarrestabili é solo per colpa della demenza umanitaria di un vacuo starnazzamento politico che ignora completamente quella che dovrebbe essere la sua unica prioritá: Il bene della Patria. E poi quale sarebbe la morale di fondo di questa conferenza, oltre che dell’articolo in questione? Che se gli stranieri sbarcano in Italia calpestando prepotentemente la nostra sovranitá nazionale (proprio cosí, dal momento che se non fossero dei prepotenti invasori, gli “inarrestabili” desisterebbero dal voler entrare in maniera fraudolenta in una terra che non é la loro, bloccati dalla semplice considerazione che ció che stanno facendo é illegale, oltre che ingiusto) invece di esercitare il nostro sacrosanto diritto di popolo sovrano ed obbligarli a rispettare le leggi che vigilano sulle porte d’Italia (visto che da soli non ci arrivano e le vogliono scardinare) dobbiamo vigliaccamente piegarci a quello che é il vergognoso “stato dei fatti”, permettendo che Astrea sia calpestata dall’arroganza di milioni di allogeni e con lei... LA NOSTRA PATRIA! Ma ve lo sognate, signori conferenzieri e gazzettieri. Popolo italiano, sii forte e graniticamente saldo nel tuo amore per la nostra gloriosa e millenaria madre, l’Italia! Anche se adesso siamo immersi nelle fosche tenebre di un periodo storico drammatico, funestato da una procella di sciagurati che sogna un futuro senza Italiani né Europei, dobbiamo resistere! Siano i nostri cuori un’ara eburnea ove arda e risplenda il fuoco eterno della Patria e un melodioso corteo di palpiti echeggi soavemente nei nostri generosi petti d’Italiani con candide note di sacro amore! Prima o poi le tenebre si dissolveranno e festeggiando il 4 novembre, ricorderemo commossi “quell’autunno nero” che ci avvolse sanguinosamente di dolore a Caporetto! (2) “Le racconto un altro fatto personale: circa 10 anni fa, appena diplomato lavorai in cantiere con dei carpentieri in legno cottimisti, prendevo 7000 lire all'ora (meno della paga sindacale) e come se non bastasse lavoravo in nero. Ebbene dopo 6 mesi protestai perché mi aumentassero la paga ad almeno 10.000 lire all'ora, mi risposero che se mi andava bene cosi potevo stare altrimenti mi avrebbero mandato via dato che la manovalanza extracomunitaria non manca e in linea di massima si accontenta di poco senza fiatare”. Ecco la testimonianza di un nostro compatriota riportata in un forum di Panorama, quale esaustiva risposta alla domanda (intrisa del solito e banale luogo comune che ci vuole tutti noi Italiani oziosi scansafatiche) di Carla De Girolamo:”Come si potrebbe soddisfare la richiesta sempre più pressante di impieghi che nessun italiano neo diplomato o laureato farebbe?” Quindi come stanno veramente le cose? Siamo noi Italiani un popolo di fannulloni e pertanto abbiamo sul serio bisogno degli immigrati, o piuttosto qualcuno sta scelleratamente riempiendo la Patria di stranieri per abbattere quelle conquiste sociali per le quali i nostri Padri hanno duramente lottato? E voi comunisti, da che parte state? Dalla parte del popolo italiano che difende se stesso e il suo diritto a vivere sovranamente nella propria Patria, o da quella del dispotismo schiavista delle multinazionali che vuole distruggere il Popolo per governare su una misera ombra, un’ insignificante popolazione senza identitá, senz’anima... sonnolento guazzabuglio che precipita negli atri gorghi tentacolari del disumano nuovo ordine mondiale? (3) Tanto per far capire a che cosa mi riferisco, voglio ricordare ció che il procuratore dell’Aquila Bruno Tarquini, ha dichiarato nella Relazione inaugurale dell’anno giudiziale 1999:” Negli ultimi tempi il flusso migratorio ha assunto dimensioni così rilevanti (...) che si è indotti a ritenere fondata la tesi di chi sostiene che si tratti di una vera e propria invasione dell'Europa: voluta e finanziata da centrali operative internazionali, allo scopo di determinare col tempo l'ibridazione dei popoli e delle religioni, onde possano realizzarsi più facilmente e più compiutamente progetti di dominio universale”. Ancora un “paranoico leghista”? O non sará piuttosto che, come afferma onestamente Ida Magli...”Se gli italiani si sentono assediati e in pericolo, non sono né matti, né isterici, né nazisti: semplicemente è vero”? (4) Del resto, come giustamente afferma Ida Magli:” Come molti popoli hanno ormai capito molto bene, Stati Uniti e Unione Europea adoperano i cosiddetti "diritti umani" per promuovere disegni esclusivamente economici, che opprimono i popoli proprio in quei diritti che sono gli unici "umani": il proprio nome, la propria terra, la propria lingua, la propria religione, la propria identità. I primi ad essere stati deprivati di questo essenziale diritto siamo proprio noi: gli appartenenti all’Unione Europea”. (5) E per chi poi? Certo non per il popolo italiano che deve sopportare l’orrore di questa societá sempre piú imbarbarita, ma “per i settori produttivi praticanti il lavoro nero, per gli industriali che comprimono il costo del lavoro o evitano la modernizzazione degli impianti, per il parassitismo affaristico dei produttori di merce contraffatta (oggi nazionali, domani planetari), di irresponsabili affittuari, dei costruttori di “alloggi sociali per immigrati» a spese dello Stato, per gli insegnanti e per chiunque ruoti intorno all'indotto migratorio, illegale o legale che sia" (Gianantonio Valli). All’Italia da questa immigrazione non viene proprio nulla di buono, nè economicamente, nè culturalmente…”e la consapevolezza che la presenza di un immigrato ogni 25 residenti comporta un maggiore investimento sui servizi sociali, a partire dalla politica abitativa, oggi molto carente, per arrivare a quella di carattere culturale” (Caritas 2003) (6) Ammette candidamente uno di questi stranieri che ormai vivono tra noi, in un articolo buonista di Cinzia Gubbini “Se mogli e buoi sono dei paesi altrui”.
E bravi i compagni...! testo di Ernesto Micetich