Ritorno a Casa

scritto da Charlotte MacRose
Scritto Un anno fa • Pubblicato Un anno fa • Revisionato Un anno fa
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Autore del testo Charlotte MacRose

Testo: Ritorno a Casa
di Charlotte MacRose

Le luci della città si allontanavano lentamente nello specchietto retrovisore, sfumando in un riverbero dorato che svaniva con la stessa velocità dei pensieri nella mente di Marco. Il motore della sua vecchia macchina era l'unico suono che lo accompagnava, un ronzio costante che non riusciva a coprire il tumulto del suo cuore. Tornare a casa, dopo tutti quegli anni, era come affrontare uno specchio che rifletteva non solo il passato, ma anche le scelte e i rimpianti che lo avevano plasmato.

La sua piccola città natale comparve all'orizzonte in un abbraccio familiare. Le case dai tetti di tegole rosse, le strade strette e acciottolate, il campanile che svettava contro il cielo autunnale... tutto era esattamente come lo ricordava, eppure diverso. Era come se il tempo avesse rallentato qui, in contrasto con il ritmo frenetico che aveva vissuto in città.

Parcheggiò davanti alla casa di famiglia, una costruzione in pietra con le persiane verde oliva ormai sbiadite. Il giardino, un tempo curato con amore dai suoi genitori, era invaso dall'erba alta, come se anche lui avesse smesso di aspettare. La chiave girò nella serratura con un clic secco, e la porta si aprì su un silenzio che lo accolse come un vecchio amico.

Marco attraversò le stanze una a una. Ogni passo scricchiolava sul pavimento in legno, ogni angolo sembrava sussurrare ricordi. La cucina profumava ancora vagamente di erbe aromatiche, come se il passato non avesse mai lasciato quel luogo. Si fermò davanti alla libreria del salotto, dove sua madre riponeva i romanzi che amava leggere nelle sere d'inverno. Passò un dito sulla superficie impolverata, lasciando una traccia nitida, e sospirò.

Era lì per vendere quella casa, per chiudere con un capitolo della sua vita che gli sembrava ormai distante. Eppure, ogni oggetto, ogni odore, ogni ombra sembrava implorarlo di restare.

Fu mentre camminava per il centro del paese che la vide.

La libreria locale, con la sua piccola insegna in legno e la vetrina piena di volumi esposti, era sempre stata un rifugio per lui da bambino. E ora, oltre il vetro appannato, c'era Anna. Il tempo sembrava averla sfiorata con delicatezza. I capelli castani, ora leggermente più chiari, le incorniciavano il volto con morbide onde, e i suoi occhi brillavano come due finestre su un cielo sereno. Era intenta a sistemare dei libri su uno scaffale alto, e quando il campanello sopra la porta tintinnò annunciando il suo ingresso, si voltò.

"Marco?"

La sua voce lo colpì come una melodia dimenticata, riportando a galla emozioni che credeva sopite.

"Anna," rispose lui con un sorriso incerto. "Non avrei mai pensato di trovarti ancora qui."

"Non ho mai avuto motivo di andarmene," disse lei, scendendo lentamente dalla scala. "E tu? Cosa ti riporta indietro dopo così tanto tempo?"

Marco esitò, le mani che giocavano nervosamente con la cerniera del suo giubbotto. "La casa dei miei. È ora di voltare pagina."

Anna lo osservò in silenzio per un istante, come se cercasse di leggere oltre le sue parole. "Se hai bisogno di aiuto... o solo di qualcuno con cui parlare, sai dove trovarmi."

**

Nei giorni successivi, il destino sembrò trovare ogni scusa per riunirli. Anna lo invitò a una passeggiata lungo il fiume, e quella che era iniziata come una semplice chiacchierata si trasformò in ore trascorse a rivivere ricordi. Camminarono fino al vecchio parco dove da bambini costruivano la loro casetta sull'albero, e Marco si ritrovò a ridere come non faceva da tempo mentre Anna gli raccontava di come il loro rifugio fosse crollato durante un temporale.

Una sera, Anna lo portò al laghetto che si trovava ai margini del paese. Il tramonto tingeva l'acqua di sfumature infuocate, e il vento autunnale portava con sé l'odore delle foglie cadute. Si sedettero su una panchina, immersi in un silenzio che parlava più di mille parole.

"Ti ricordi quando ci sedevamo qui a immaginare il nostro futuro?" chiese Anna, la sua voce bassa e piena di nostalgia.

Marco annuì, fissando l'orizzonte. "Sì. Sognavamo di conquistare il mondo. Io volevo diventare un esploratore, tu una scrittrice. E invece..."

"Invece la vita ci ha portati lontano," completò Anna, abbassando lo sguardo.

Marco la guardò. "Eppure, in qualche modo, eccoci qui. Come se il tempo avesse solo aspettato il momento giusto."

Anna sorrise, un sorriso che illuminò l'imbrunire. "Forse non tutto si perde. Forse alcune cose rimangono, in attesa di essere ritrovate."

**

La casa di famiglia divenne un punto d'incontro per loro. Marco mostrava ad Anna ogni angolo, raccontandole storie del passato: le serate trascorse a leggere con suo padre, i biscotti fatti in casa che sua madre preparava. Un giorno, nello studio, trovarono un vecchio album fotografico. Anna lo aprì, e i due si ritrovarono a ridere delle foto di loro bambini, con le ginocchia sbucciate e i sorrisi larghi.

Poi arrivò il giorno della rivelazione.

Anna tirò fuori un vecchio libro dalla libreria del negozio e lo porse a Marco. "C'è qualcosa che devo mostrarti," disse, il suo tono incerto.

Marco prese il libro e trovò una lettera tra le pagine. La sua calligrafia adolescenziale gli balzò agli occhi. Leggendola, il passato lo travolse: era una dichiarazione d'amore scritta per Anna, mai consegnata. Alzò lo sguardo su di lei, e trovò i suoi occhi pieni di lacrime trattenute.

"Perché non me l'hai mai fatta leggere?" chiese lei, la voce un sussurro.

"Non ne avevo il coraggio," confessò Marco. "E poi la vita ci ha separati. Ma non ho mai smesso di pensarti."

Anna gli prese la mano, stringendola tra le sue. "E io non ho mai smesso di aspettarti."

In quell'istante, sotto un cielo stellato che sembrava benedirli, Marco capì che non poteva vendere la casa. Non perché fosse solo un luogo, ma perché rappresentava un nuovo inizio. Insieme, decisero di darle nuova vita, trasformandola in un rifugio per i loro sogni condivisi.

In quella piccola città, tra ricordi e speranze, trovarono il coraggio di amarsi di nuovo, consapevoli che il tempo, a volte, non divide, ma prepara il terreno per qualcosa di eterno.

Ritorno a Casa testo di Charlotte MacRose
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