In una delle sue tante personalità si sentiva una brava persona ,
camminava rasentando i muri,
ma la testa era sbagliata malata ,
col passo nel vento , lo sguardo perso ,
scrutava le nuvole, le congiunzioni astrali ,dava cianuro ai piccioni da bravo giovinvanziano, senza età,
un'identità solo nell'anonimato, niente passato, il futuro una virtuale probabilità,
intanto pensava a come farti male ,recarti un danno ,possibilmente ti preferiva steso, possibilmente morente .
In ogni foglia vedeva un altro caduco,
ogni goccia di melograno un pensiero strano .
Annotava tutto anche il numero delle mosche in volo
sicuro del genio mai avuto ,scambiato con il male assoluto ,
dono ricevuto per la maniacale insipienza ,
di frugare nella immodificabile delirante decadenza.
Di tutti annotava ogni movimento ,un piccolo lamento, da un gemito un pianto ,traeva gioia ,
era il suo vanto, la sua soddisfazione, sadica perversione,
un fiore al cianuro , il cervello in prigione.
Seminando guai per tutti, come un serpente avvolgeva alla gola ogni passante ,
come una tenia si insinuava invadendo le fragili menti .
Più che umano , ricordava l'anticristo della profezia ,non c'era pietà al suo passaggio
solo frenesia nell'odio senza coraggio, racchiuso in un piccolo letale scarafaggio .
Si masturbava leggendo le sue malefatte ,ripicche teatrali , rivincite inventate di una misera vita
trascorsa sempre in penosa penombra ,con picchi nell'anima nera ,
rimuginava nel buio nuovi delitti,
dalla truffa, all'intimidazione ,alla sottile invasiva diffamazione .
Ogni giorno creava nuovi capolavori, nelle bianche pareti della sua mente ,
portare eterna buona pace ai vecchi e piccini, pur di far male rubava loro dentiere e cioccolatini .
Non v'è limite alla follia di chi nasce distorto prodotto di una malata società che non riconosce di esserlo ,
lui era uomo del giorno dopo ,la fiaba allo specchio ,il lato oscuro che alberga in te ,
Il peggior Nazista travestito da lacchè,
l'arrogante tracotanza di chi la domenica va in chiesa ma non prega ,
l'umanità senza pietà, vive senza domande ne umiltà ,
scrigno della paure trasformate in realtà .
D’inverno non andava in letargo ,non c'era scampo neanche a natale,
la bava velenosa lasciva sui visi dormienti ,
strisciava nella nebbia ,nella neve , nel freddo della sua anima di nera farfalla .
Si insinuava in ogni casa di riposo portava l'orticaria agli ospiti babbioni già tormentati
dai mille acciacchi ,quando l'età diventa già condanna, lui godeva nell'arrecar ulterior danno,
una spina nel fianco oltre l'affanno.
Con una sola mano si applaudiva mentre con l'altra rubava ,
portava il male in ogni tribù era amico fedele solo di un'Indiana la sua puttana ,
ma inviso anche a Manitu' nella sua ubris d'arrogante intolleranza.
Si sentiva al di sopra del bene e del male un american psyco senza il fascino di Patrick Bateman ,
uno scherzo innaturale alla Marty Feldman in Frankenstein Junior ma con una patologia meschina assassina
l'incostante frenesia ,di una malattia basata sull' avidità che il sorriso ti toglie e mai da .
Nato incapace traeva linfa vitale solo dal male estremo, l'arte radicale nella sua forma estrema e contraria,
altare dell'abominio nella virale sublimazione di ogni nefandezza.
Un giorno lo prenderanno come Split con le sue ventitré diverse personalità ,
saprà ancora sorridere ai flash , brutto sciancato e maledetto ,
il contrario del suo eroe antieroe, suo alter ego da sempre,
quel Best sua ossessione , sparendo nel cono d'ombra , di chi è puro talento ,
pur bloccato, boicottato ,sempre , genio ribelle ,guascone e sfrontato ,
il patologico malato, con Best giocava l' infinita partita sul campo della vita ,
tra incubi , fantasie, ossessioni,erroneamente scambiate per fragilità .
L'eterna lotta tra bene e male si confrontava su prati infiniti di papaveri rossi ,
estro talento , calore luce, passione e verità, finzione, un cuore senza emozione, , freddo buio e ambiguità ,
giusto sbagliato ,l'attimo l'infinito ,il sogno e la realtà.
La sua perversione si specchia nel suo niente,
vera essenza della malattia ,sentirsi Mozart essendo sempre e soltanto Salieri ,
immerso nel feroce fraintendimento che anche il male è una forma d'arte ,
cercherà negli oscuri meandri della sua pazzia una via di fuga, un'altra eresia.
In fondo, diciamolo pure
ci vuole coraggio a sentirsi nel giusto vivendo soltanto di rabbia ,odio ,invidia ,veleni e disperazione ,
contro natura la frustante imperfezione di sentirsi artista indolente senza passione , emozione, coraggio ,
un blasfemo oltraggio in questa valle dolente , venerare una croce al contrario ,
poi addormentarsi dolcemente .
Non costa niente inventarsi una vita che riempia il tuo niente
è necessario solo nascere merda Fetente.
Tornerà il fetentone BiancoBlu? Ricordo . testo di fabio b