Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Inizia in piazza Taksim, quella dove c’è il monumento al grande Ataturk, per arrivare fino al Tunel. Sto riferendomi, ovviamente, alla Istiklal Caddersi,, o via della libertà., in Istanbul (apriamo una parentesi: la ‘c’ si legge come la nostra ‘g’ di giallo, mentre la ‘g’ stessa non si pronuncia e viene data grande enfasi alla ‘h’, che si aspira molto. ma questo è irrilevante e non voglio certo mettermi nei guai con la difficilissima lingua turca)
Al principio della via c’è un enorme grill, sulla sinistra, dove vengono arrostiti dei gustosissimi polli e quaglie allo spiedo. Un po’ più avanti c’è il mio amico barbone, che neppure sa della mia esistenza; avvolto com’è da quel druso cappotto, ridotto ormai a brandelli. Gli lascio una bella sommetta sarà felice, quando si sveglia, se non gliel’avranno già rubata!
Ma attenzione; scansiamoci dalle rotaie, su cui circola il vecchio, rosso, tram.
Credo che, su dieci cartoline di Istanbul che peschiamo a caso, almeno nove rappresentino, con varie. sfumature, il tram. Ormai è un simbolo della città.
Dentro, tutto sa d’antico, dai sedili marrone scuro, rotondi e di noce, forse; ai poggiaschiena, dello stesso materiale. Va poco più veloce che a paso d’uomo, se ci si corre leggermente a fianco, si rischia di superarlo. Sembra una cabina arredata in stile marinaresco.
Proseguendo non possiamo non imbatterci nel mio sacro rifugio, nelle lunghe e noiose ore ‘buche’: la grande e ben fornita libreria.
Un po’ più avanti, sulla sinistra e ripidissima, troviamo la Tom-Tom sokak. E’ la via che costeggia, sulla destra, il bellissimo Consolato, con i suoi magnifici pini e i vialetti ben curati ricoperti da una ghiaia bianchissima. Più avanti c’è la Scuola Italiana di Istanbul: il più grande complesso mai visto!
Ma torniamo sulla Istklal. C’è un paracarro, su cui sedeva il mio piccolo figlioletto, quando mi aspettava. Prendevamo un gelato dalla macchina erogatrice e poi…via con lui in braccio, di corsa verso casa.
E arriviamo, finalmente al termine della via, al Tunel.
Qui c’è un gabbiotto con un omino dentro, che vende i biglietti della metropolitana su gomma, che, in breve, si inabissa, per sbucare, dopo un breve tratto, al sole del Bosforo.
Come si salivano quei pochi scalini, si incontrava il banchetto: vendeva delle prugne verdissime, bisognava mangiarle con del sale, proprio come si fa con la tequila.
Poi, attraversata la piazza, i pescatori del Bosforo; che puliscono direttamente il pesce sul posto, con prevedibile felicità dei gabbiani.