Cristian e il joystick

scritto da manučl
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Testo: Cristian e il joystick
di manučl

Questa storia inizia nella cameretta di Cristian...
TOCTOC si sente alla finestra nel buio della notte
Cristian si sveglia e stringendo forte la piccola costruzione di lego fatta nel pomeriggio, si avvicina a passetti alla finestra.
TOCTOC c'č qualcuno? Chiede una voce allegra. Chi č? Risponde C.
Aprimi sono il principe dei sogni, ho sentito che hai bisogno di me, risponde una voce al di lŕ della tenda, del vetro e dello scure.
C. titubante e con un occhio ancora chiuso pensa di star immaginando ma divertito vuole assecondare il sogno.
Del resto chi potrebbe esserci fuori al freddo di notte?
Ma appena apre la finestra si ritrova davanti un grosso principe vestito di bianco e oro su un bellissimo cavallo anch'esso bianco.
C. ciao io sono il principe dei sogni e ho sentito che eri molto dispiaciuto per tuo fratello, a cui č caduto il joystick che usa al computer, mentre giocava con te a rincorrervi. E' vero? Chiese il P. Si č vero sono molto dispiaciuto per lui, so quanto ci tiene e vorrei poter fare qualcosa ma non so cosa. Rispose C.
Vieni sul mio cavallo e con un pizzico di magia ti vorrei aiutare a rimediare insieme, vuoi?
Sarebbe bello. Rispose C. con un gran sorriso.
Battendo le mani tre volte, grattandosi il naso, annusandosi un ascella e sculettando un pň. il P. creň una bolla invisibile e insonorizzata dove lui e C. avrebbero potuto fare ciň che volevano.
In un batter d'occhio erano in una officina con la tuta da meccanico una di colore verde per C. e rossa per il P. con un cacciavite in una mano e delle viti nell'altra.
Serve una lucetta, il bidone della differenziata e un pennarello indelebile nero. Elencň il P.
E una sedia, anzi due. Aggiunse C.
Svitando una vite quŕ, spostando un incastro di lŕ. I due alleati capirono dov'era l'inghippo, una vite si era tolta e non teneva piů unita la parte che faceva fare il contatto alla batteria.
C. cercň la vite giusta tra quelle del sacchetto che avevano e il P. con il pennarello nero e grande maestria colorň la parte che si era sverniciata con la caduta.
Dopo aver buttato ogni scarto nel bidone giusto i due amici si congratularono a vicenda per il risultato raggiunto.
E' ora di tornare a casa disse il P., preferisci un pizzico di magia o una corsa col cavallo?
Una corsa col cavallo. Rispose C. senza alcun tentennamento.
CLOPPETECLOPPETECLOPPETECLO' piů veloce di una saetta il cavallo li aveva riportati davanti alla cameretta di C.
Il P. diede una pacca affettuosa sulla schiena di C. e la promessa di esserci ancora qualora ce ne fosse bisogno.
Come tutto era iniziato tutto era finito, a C. sembrň tutto un bellissimo sogno, era molto felice e fiero di aver agiustasto il joystick di suo fratello e dormě profondamente , sino a che udě...
YEAHHH non ci posso credere funziona, urlň il fratello dalla sala davanti al computer.
Cristian e il joystick testo di manučl
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